Inizia con un minuto di silenzio per le vittime dell’alluvione che ha messo in ginocchio la Calabria la 12esima seduta del Consiglio Regionale che vede all’ordine del giorno la trattazione di numerose proposte di legge, provvedimenti amministrativi e nomine vari.
Primo punto al vaglio del Consiglio, l’approvazione di una proposta di legge di iniziativa di Nicola Irto, che riguarda proprio il rischio del dissesto idrogeologico. Si tratta di modifiche ed integrazioni alla legge regionale per la tutela, il governo ed l’uso del territorio.
“Con questa norma che abbiamo discusso e approfondito – ha spiegato il presidente Irto – riusciamo a mettere in campo due cose: una governance territoriale fluviale e uno strumento in più a disposizione delle pubbliche amministrazioni per poter prevenire il rischio del dissesto idrogeologico”.
La legge è stata vagliata in Commissione ambiente ed a spiegarne i contenuti comma per comma, il consigliere Arturo Bova, intervenendo in aula, che ha chiarito come la nuova norma introdurrà “il cosiddetto contratto di fiume. Un modello di gestione integrata e partecipata delle risorse idriche definito su base volontaria e finalizzato alla riqualificazione non solo del sistema fluviale ma anche del relativo bacino idrografico”.
La proposta di legge nasce dall’esigenza di promuovere una maggiore tutela e valorizzazione delle risorse idriche, attraverso un approccio nuovo di gestione della materia che vede il coinvolgimento dei cittadini e dei rappresentanti delle categorie portatori di interessi legati ai territori fluviali.
La previsione del nuovo istituto legislativo, integra la legge urbanistica della Calabria e l’inserimento nel corpo della stessa di uno strumento di programmazione negoziata non produce oneri finanziari.
I “contratti di fiume” rappresentano una diversa e più moderna modalità di gestione territoriale dei corsi d’acqua a cui, i soggetti interessati, possono aderire al fine di promuovere la concertazione e l’integrazione delle politiche a livello di bacino e sottobacino idrografico e per coordinare tutti gli strumenti di pianificazione e programmazione utili a rendere sicuro ed efficiente la gestione del fiume e le risorse economiche ad esso connesse. Al fine di valutare la coerenza della norma con il quadro normativo vigente e la sostenibilità della stessa dal punto di vista finanziario, nel corso dei lavori delle rispettive commissioni competenti (IV Ambiente e territorio e II Bilancio e Programmazione comunitaria), sono stati auditi, più volte, i dipartimenti Ambiente e territorio, Bilancio e Programmazione comunitaria oltre che l’Autorità di bacino della Regione Calabria ed all’esito di questa approfondita fase istruttoria si è accertata la compatibilità della norma al quadro normativo regionale vigente ed ancora, la sua neutralità finanziaria rispetto al bilancio regionale. Infatti, in relazione a quest’ultimo aspetto il procedimento istruttorio compiuto ha attestato che i cd “contratti di fiume” potranno avvalersi tanto di forme di autofinanziamento o finanziamento privato, ovvero potranno trovare fonti di finanziamento pubbliche a condizione che le azioni proposte siano coerenti con le finalità e gli interventi previsti nei limiti delle risorse disponibili per le politiche regionali di investimento (fondi strutturali europei e fondi Fas).
“Il rischio – ha concluso Bova – se non dovesse essere creato il contratto di fiume, è quello che la Calabria venga danneggiata, pregiudicata dal fatto che non siano presentati progetti adeguati per ottenere i fondi, che vedono per il futuro alla base proprio al primo punto i contratti di fiume”.
Al riguardo il consigliere Domenico Bevacqua ha aggiunto che “si introduce un principio importante che è quello della responsabilizzazione. Ognuno si assume nell’ambito delle proprie competenze impegni concreti per il futuro. Contribuirà ad avviare l’opera pubblica di cui abbiamo più bisogno: la manutenzione del territorio, attraverso un agire sociale”.
Soddisfatto per la proposta anche l’assessore Franco Rossi che ha sottolineato come la legge sia “un utile strumento per la governance dei territori utile ad accelerare quel processo dal basso che nei nostri territori manca, con la partecipazione collettiva. La Giunta ha già aderito alla Carta nazionale dei Contratti di fiume e con il presidente Oliverio si impegna a redigere in tempi brevissimi il regolamento previsto dalla legge per dare risposte immediate”.
Clara Varano





