
di Stefano Perri – Pozzanghere dappertutto, rivoli d’acqua dal soffitto e qualche secchio posizionato da una mano pietosa nei punti dove le infiltrazioni si fanno più abbondanti. E’ questo lo spettacolo al quale sono costretti
migliaia di pendolari e turisti che ogni giorno attraversano lo Stretto e passano, seppure solo per qualche minuto, dalla nuova Stazione marittima di Reggio Calabria. Un gioiello di ingegneria in piedi da soli due anni che però, è proprio il caso di dirlo, fa acqua da tutte le parti.
Doveva essere il simbolo del nuovo corso nella gestione del sistema di attraversamento dello Stretto tra Reggio e Messina. Un vero e proprio fiore all’occhiello della cittá posizionato nel più strategico dei punti d’accesso al mare. Anello di raccordo ideale nei collegamenti con la sponda siciliana, il primo passo concreto nell’ottica della nascente area metropolitana dello Stretto.
La nuova stazione marittima di Reggio Calabria è stata inaugurata appena due anni fa. Carta vincente in piena campagna elettorale era stata accolta dai pendolari, costretti da anni ad attese sovrumane in balia delle intemperie del porto, come la panacea di tutti i mali.
Un design accattivante ed innovativo, simbolo ideale della contemporaneità, una sorta di porta d’accesso al futuro.
Eppure, nonostante la struttura rassicurante in acciaio, qualcosa deve essere andato storto. Certo la forma della copertura superiore, concava nella parte centrale, qualche sospetto avrebbe dovuto destarlo. Ma a soli due anni dalla sua costruzione la struttura assomiglia oggi più ad uno scolapasta che a una stazione. E nei giorni di pioggia, e non parliamo di nubifragi apocalittici ma di normalissima pioggia, sono decine le infiltrazioni di acqua che dal soffitto ondulato si riversano sul pavimento, costringendo i viaggiatori in fila per la biglietteria o in attesa dell’aliscafo ad un improbabile slalom tra cascate e ruscelli.
Un biglietto da visita davvero impresentabile per i turisti che attraversano lo Stretto per la prima volta, un vero disagio per i tanti pendolari che ci passano ogni giorno.




