“Solo un’indiscutibile azione di buon governo poteva portare, nel giro di soli tre anni, al completo risanamento del buco nero delle società partecipate del Comune. Nell’ambito di questo eccezionale risultato conseguito dal sindaco Sergio Abramo, un ruolo particolarmente importante l’ha giocato l’Amc che ha fatto registrare una escalation di positività. Si consideri, infatti, che dal saldo negativo registratosi nel 2011, di quasi due milioni di euro, si è giunti a un utile di euro 270.910 nel 2014. Un risultato a dir poco eccezionale, che avrebbe potuto essere ancora più massiccio se non fosse intervenuto, negli ultimi anni, il pesante taglio di 600mila euro da parte della Regione Calabria.questo quanto dichiara il consigliere comunale Tommaso Brutto-
”Per la catastrofica situazione in cui versava l’Amc nel 2010, neanche la previsione più ottimistica avrebbe potuto pronosticare un simile risanamento dei conti. Obbligatori i ringraziamenti all’amministratore unico Rino Colace e al direttore generale Luigi Siciliani per l’instancabile lavoro svolto insieme al sottoscritto per risollevare le sorti di un’azienda che sembrava destinata al tracollo.
Oltre al risanamento del bilancio, v’è da specificare, che l’Amc è anche meritevole di aver provveduto a regolarizzare alcune anomalie che tempo addietro erano state segnalate dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Nello specifico, quattro erano le irregolarità riscontrate: mancata adozione del modello di organizzazione, gestione e controllo ai fini del d.lgl n. 231/2001 per la responsabilità amministrativa della Società; rigidità dei costi di produzione e dei ricavi di gestione, a causa di uno scenario economico caratterizzato da un “deficit strutturale” nonché mancata copertura del 35% dei costi operativi di gestione mediante ricavi propri; mancato adeguamento del contratto da parte del Comune controllante; illegittima erogazione del premio di risultato con modalità basate sulla presenza in servizio e non sulla realizzazione degli obiettivi misurabili preventivamente assegnati. Il ministero dell’Economia e delle Finanze, nella lettera datata 16 ottobre 2015, ha reso noto che “dall’esame delle controdeduzioni si rileva che tutte le questioni evidenziate in sede ispettiva possono ritenersi definite. Il superamento delle connesse irregolarità – è specificato – è ascrivibile ad idonei interventi correttivi”. Stiamo, quindi, parlando di un’Azienda che si è rimessa in sesto non solamente dal punto di vista dei bilanci.
Ritengo anche doveroso affrontare il delicato tema dei lavoratori Amc. Tutti loro non possono non ricordare il mio essere sempre stato al loro fianco. Per primo ho espresso, con piena convinzione, l’esigenza di trasformare i contratti part-time in full-time. I lavoratori, però, non devono lasciarsi abbindolare dalla pura e semplice demagogia. E mi spiego meglio. Avere risanato i conti significa avere garantito un futuro a tutti i lavoratori dell’azienda, full time e part time. Ora si tratta di proseguire in questa azione virtuosa e, anche in base alle direttive impartite dalla delibera di Consiglio comunale approvata anche dalle opposizioni (la n. 28 del 15-05-2015) sul contenimento delle spese, puntare su nuovi servizi e su un incremento stabile dei ricavi. Solo dopo aver ottenuto questi risultati i lavoratori part time potranno avere una risposta. Un ruolo determinante ricopre la Regione Calabria, che nella riprogrammazione dei servizi, eviti di operare nuovi e pesanti tagli alla AMC.Sarebbe incosciente riportare nuovamente l’azienda in una situazione di precarietà e di costante perdita, rimettendo in uno stato di precarietà più di 200 lavoratori”.




