Venti anni e due mesi: sono questi gli anni inflitti ieri dal gup Adriana Trapani per quattro imputati, accusati di rivendere merce rubata nei “Compro Oro” della città. Il giudice ha inflitto 7 anni e un mese a testa ad Alessandro Bevilaqua e Angelo Berlingeri, data l’aggravante della recidiva. Per loro, il pm Sara Amerio aveva chiesto una pena di sei anni di carcere. Inflitti, invece, 2 anni e 8 mesi a Fabiano Giuseppe Gaetano Morabito, che ora si trova ai domiciliari, a fronte di una richiesta di 4 anni; mentre è di 3 anni e 4 mesi la pena decisa per Armando Damiano Morello, per il quale il pm aveva chiesto invece 5 anni e quattro mesi. L’indagine, condotta dal pm Rosario Ferracane, aveva consentito di accertare, nel periodo compreso tra l’estate 2013 e tutto il 2014, la cessione, in cambio di denaro contante, di oro rubato, frutto di scippi e rapine, ai “Compro Oro” di Reggio Calabria. Subito dopo aver commesso i furti, la banda si affrettava a rivendere il tutto, in modo da nascondere la provenienza dell’oro e ottenere subito il guadagno. A dare il via alle indagini, il furto aggravato di un gioiello ai danni di una donna a luglio 2013. Da lì gli uomini della polizia sono arrivati al “Compro Oro” e, quindi, a uno dei componenti della banda. Dopo questa prima scoperta sono partiti gli approfondimenti su tutte le transazioni sospette nei vari “Compro Oro” della città, attraverso l’analisi dei registri. Un’attività meticolosa che ha consentito di svelare un vero e proprio sistema e di dare anche un nome e un volto agli autori di diverse rapine compiute negli ultimi due anni, autori ammanettati a febbraio scorso. A dare una mano alle indagini anche l’aiuto delle vittime, che hanno riconosciuto i beni sottratti dai quattro giovani. Dalle indagini, era emerso che nei confronti dei soggetti coinvolti esistevano precedenti per numerosi reati predatori e che, inoltre, Bevilacqua si trovava già ristretto presso il carcere di Arghillà in esecuzione di un’altra ordinanza di custodia cautelare già eseguita da personale delle Volanti ad ottobre 2014 per il reato di rapina. Berlingeri, invece, si trovava agli arresti domiciliari per i reati sempre contro il patrimonio. «Si tratta, in definitiva – scriveva la Questura -, di soggetti il cui unico sostentamento sono i reati predatori il cui fine è quello di realizzare immediatamente un profitto economico». An.Pa





