Il dirigente del settore edilizia privata e Sue, Giuseppe Lonetti, ha emesso la diffida per il ripristino degli infissi e delle serrande della facciata dell’immobile di corso Mazzini,158. Nella ingiunzione viene evidenziato che: a seguito di un sopralluogo effettuato sull’immobile lo scorso 22 ottobre si è potuto constatare che lo stabile, non risponde ai requisiti di decoro e di igiene ai sensi degli articoli n° 77, 78 e 80 del regolamento edilizio comunale vigente su: “Aspetto e manutenzione degli edifici, tinteggiature e rivestimenti, decoro e arredo urbano degli edifici”.
vengono diffidati i destinatari della notificazione, proprietari e amministratore del condominio, a porre in essere, entro e non oltre 15 giorni dalla data di recezione della notificazione, ogni utile azione tendente all’adeguamento della facciata, previo rifacimento o ripristino degli aggetti dei balconi realizzati in marmo, delle porte, delle serrande, dei vetri di ingresso dei magazzini del piano terra oltre alla relativa fascia di intonaco esterno totalmente degradata e in alcuni punti mancante.
Decorso tale termine, i lavori saranno eseguiti d’ufficio dal settore edilizia privata a spese degli interessati e per il recupero delle relative spese, si applicheranno le disposizioni legislative vigenti.
“ Siamo convinti e fiduciosi su un rapido e positivo esito della vicenda potendo contare sull’impegno assunto dai proprietari nel corso di un incontro svoltosi a palazzo de Nobili”. Lo ha sottolineato l’assessore alla gestione del territorio, Franco Longo che ha aggiunto:”voglio,quindi, ribadire l’apprezzamento mio, del sindaco e dell’amministrazione per l’atteggiamento costruttivo manifestato nel corso dell’incontro dai rappresentanti la proprietà. Condotta che coincide con l’obiettivo dell’amministrazione Abramo che è quello della tutela e del miglioramento del decoro urbano della nostra città. Nell’occasione voglio sottolineare – ha concluso Longo – che questo provvedimento non deve essere visto come una rivalsa nei confronti dei proprietari dell’immobile in questione, ma rappresenta un punto di partenza di una prassi che sarà adottata dall’amministrazione per liberare il centro storico da deformità e da inammissibili e spregevoli arredi urbani“.





