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Home RUBRICHE Lettere a Strill

In Calabria la cattiva sanità esiste. I medici hanno poca cura del rapporto col paziente

16 Ottobre 2015
in Lettere a Strill, RUBRICHE
Tempo di lettura: 2 minuti
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Nomine Asp e Ospedali: la sanità calabrese ostaggio di spartizioni e veti incrociati

Egregio Dott. Branca,
L’altro ieri ho letto delle lamentele di una Signora: Quella mattina di ottobre all’ASL n° 11 di via torrione di RC. Il giorno dopo la risposta, “indignata”, dei medici, che si ostinano a negare la realtà.
La verità sta nel fatto che la cattiva sanità, in Calabria, esiste, mi duole dirlo soprattutto nella provincia di RC, nonostante la riconosciuta professionalità dei medici, però il tutto viene vanificato da un comportamento di distacco con il paziente, cosa che non si avverte in altre realtà.
Faccio una premessa: sono un uomo di 82 anni, nel corso degli anni ho avuto, purtroppo, diversi problemi di salute, di una certa importanza, risolvibili anche in loco, però, per quel mancato rapporto, succitato, per la superficialità, son dovuto “emigrare”, con tutte le difficoltà in casi del genere si incontrano.
Però l’ultimo in ordine di tempo è giusto che lo racconti, per dare il vero senso rispetto a quello che la Signora denuncia: Nel mese di giugno, tramite il numero verde, prenoto una visita urologica, che mi viene fissata per il 18 di settembre (venerdi), agli ospedali Riuniti di Rc. Puntualmente mi presento, il medico di turno, non faccio il nome per non essere accusato di invadere la legge sulla riservatezza, si limita a riportare sul suo computer la diagnosi e la cura che, privatamente avevo effettuato.
Mi licenzia: Monotoriamo con una uroflussimetria, che eseguirà, venerdì prossimo, puntualmente mi presento, dopo aver effettuato la preparazione, vengo chiamato per l’esame, al termine, mi viene detto che la lettura va fatta dal medico che l’ha ordinata e, non da quello che quel giorno era di turno, e la procedura è: Ritornare dal medico curante rifarsi prescrivere la visita, prenotare tramite il numero verde, il che significa aspettare altri quatto mesi, con il punto interrogativo che poi coinciderà con il turno del medico richiedente.
Per rimanere nella buona sanità, bastava che il medico mi avesse prenotato per il giorno della sua presenza in ambulatorio e, poi ancora la buona sanità nello specifico prevede: Una ecografia nell’immediato, per verificare lo svuotamento della vescica, cosa che poteva e doveva essere fatta dal medico di turno.

Pasquale Alampi

Tags: denunciamalasanitàREGGIO CALABRIAsanità
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