Dopo anni di ricerca il Reptile Hunter Team è felice di poter confermare la presenza del Camaleonte Comune (Chamaeleo chamaeleon) in Calabria. Se si esclude l’esigua presenza del Chamaeleo africanus nell’isola di Pylos in Grecia probabilmente importato dall’Egitto, questa è l’unica specie di camaleonte presente in Europa, popolazioni consistenti si hanno nella Penisola Iberica e a Creta. Nel corso dell’ultimo ventennio, nell’ambiente erpetologico più volte si è parlato dell’ipotesi di una possibile presenza del Camaleonte in Calabria, Sicilia e Puglia, tuttavia le segnalazioni assai sporadiche erano state ritenute dagli esperti del settore come “dubbie” o quantomeno avevano fatto pensare che ci si trovasse di fronte a delle introduzioni accidentali quindi ad animali fuggiti a qualche collezionista o animali trasportati involontariamente magari con qualche carico di legname. In entrambi i casi tutti erano d’accordo sul fatto che gli animali non sarebbero sopravvissuti all’inverno e che mai e poi mai si sarebbero riprodotti nel nostro ambiente naturale. “Ci sentiamo in grado – scrivono – di poter smentire entrambe le teorie per quanto riguarda la Calabria, in quanto il 25 settembre del 2015 in un uliveto in provincia di Reggio Calabria abbiamo trovato una vasta popolazione di Camaleonte Mediterraneo, riuscendo con grande incredulità in poche ore a censire ben 7 esemplari, di cui ben 3 femmine gravide, 2 maschi adulti e due esemplari giovani. Considerando che la specie raggiunge la maturità sessuale in un anno d’età, il numero degli esemplari censiti, il fatto che le femmine depongano fino a tre volte l’anno con deposizioni che possono contare fino a 40 uova, le ben note capacità di mimetismo della specie, la vastità del territorio e il fatto in quel luogo non ci siano numerosi predatori per la specie, pensiamo che che la popolazione in toto sia costituita da migliaia di esemplari che vivono lì tranquillamente da centinaia di anni. L’unico pericolo può essere dato, inutile dirlo, dall’uomo. Con incendi, deforestazione, un eventuale raccolta dell’olive meccanizzata e dall’impiego di insetticidi. Ci stiamo mettendo in contatto con le autorità della zona e stiamo cercando trovare insieme una soluzione che garantisca la sopravvivenza di questa specie, tanto bella quanto delicata. Come sempre vi aggiorneremo di ogni nostra iniziativa”.





