La Direzione generale dell’azienda ospedaliera Bianchi – Melacrino – Morelli, su invito di tutti i precari, ha bloccato le procedure di stabilizzazione che riguardavano solo 25 posti a fronte di 40 precari storici. Di seguito la lettera dei precari inviata al Commissario straordinario, Frank Benedetto, e dallo stesso recepita in tutti gli aspetti
Illustre Commissario,
chi le scrive sono i precari, non qualche stabilizzando una parte delle figure da stabilizzare, ma tutti “I Precari” del comparto dell’azienda ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli. Noi tutti avvertiamo, più che il dovere, l’obbligo morale di scrivere alla S.V. per rappresentarLe lo stato d’animo e le preoccupazioni che affollano i nostri pensieri in questo momento abbastanza decisivo per il nostro futuro lavorativo. Dalla lettura delle delibere a Sua firma concernenti la stabilizzazione degli infermieri precari dell’azienda ospedaliera, abbiamo cercato di cogliere gli intendimenti Suoi e del Suo entourage elaborati per porre fine ai problemi che da moltissimi anni, in qualche caso anche dieci, affliggono la nostra categoria. La Vostra determinazione di mettere a disposizione per tutta la Calabria, a fronte di circa 40 precari storici e consolidati, solo 25 posti utili da utilizzare per le stabilizzazioni, non può non creare una divisione insanabile, tipica delle guerre fra poveri, fra coloro che rientreranno nei 25 posti disponibili, ( i fortunati), e l’altra metà che rimarrebbe fuori dalla partita senza poter intravvedere nessuna prospettiva di stabilizzazione, (gli sfortunati) e senza che ad essi venga prospettata alcuna possibilità di sistemazione e tutto questo, solo nella miglior delle ipotesi. Pensi che smacco, se i posti per gli stabilizzandi venissero occupati da precari di altre provincie? Egregio Commissario, la Sua lunga esperienza e le Sue indubbie conoscenze delle relazioni umane non possono non indurLa a considerare che i lunghi periodi da noi trascorsi in situazioni di comune disagio dominate dall’incertezza sul futuro lavorativo, con conseguenti rinunce e rinvii anche di carattere familiare, abbiano creato fra di noi concreti rapporti di solidarietà e di condivisione dei problemi, tali da impedirci di accettare a cuore leggero questa Vostra decisione. Noi, a tutt’oggi, non abbiamo alcun motivo per dubitare sulla correttezza e sull’onestà intellettuale che informano i Suoi principi operativi, ma ben conosciamo la realtà politica-amministrativa calabrese e il dover concorrere con una miriade di aspiranti provenienti da tutte le province calabresi non ci lascia per nulla tranquilli sui metodi che potrebbero essere adottati nelle fasi di selezione. In ogni caso, nell’assurdo gioco della torre da Voi così creato, chi sarebbe il decisore finale delle sorti di chi deve restare in cima e di chi deve essere gettato giù dalla torre? Quali saranno i criteri ispiratori di tali scelte? Condizionamenti, pressioni, suggestioni e quant’altro saranno sicuramente estranei alle decisioni da adottare? Il legame che ci unisce e la reciproca conoscenza dei problemi che ci accomunano, ci inducono, pertanto, ad opporre un netto diniego alle Vostre procedure di stabilizzazione, il che non vuole assolutamente assumere il significato di netto rifiuto del processo di stabilizzazione in sè, cioè una deliberata scelta di precariato permanente, ma bensì un forte e sentito invito alla S.V. ad una necessaria e proficua riflessione sulla opportunità, in mancanza di altra Vostra auspicabile soluzione di rinviare l’inizio delle procedure di stabilizzazione fino al momento in cui non siano resi disponibili i posti necessari a soddisfare le comuni esigenze di tutti i 40 precari. Siamo pronti a confrontarci con Lei, per proporre eventuali modifiche a tali delibere.
Con sincera stima “I PRECARI”.





