
L’esito dell’accertamento effettuato dai magistrati contabili della Sezione regionale di controllo per la Calabria, con specifico riguardo
all’insolvenza finanziaria, parla di “ponderose problematiche gestionali e contabili”, ricostruite anche mediante il ricorso a particolari indici sintomatici della condizione di insolvenza dell’ente che illustriamo qui di seguito:
1) Modesta capacità di riscossione, con particolare riguardo alle entrate proprie.
“La contabilità del comune di Reggio Calabria – si legge nella delibera – evidenza, ormai da lungo tempo, una modesta capacità di riscossione delle entrate, con particolare riguardo per quelle proprie (tioli I e III) e in generale in conto residui: Nel triennio 2009-2011 si è registrata una modesta capacità di riscossione delle entrate proprie e di quelle in conto residui (nel 2011, pari in generale al 16,97%; 14,86 relativamente al titolo I e 6,25% relativamente al titolo III) 6,25%), con conseguente reiterazione del già rilevato fenomeno dell’accumulo di residui attivi pregressi di dubbia esigibilità. Detta situazione inevitabilmente incide negativamente sulla situazione di cassa dell’ente”.
2) Squilibrio nella gestione dei residui attivi.
“In correlazione con la capacità di riscossione, si registra una notevole mole di residui attivi, che, dopo la flessione del 2010 conseguente al riaccertamento seguito all’ispezione MEF, nel 2011 ha raggiunto valori addirittura superiori a quelli del 2009, così contribuendo a generare un formale avanzo di gestione (e una riduzione del disavanzo di amministrazione) di dubbia attendibilità. Significativo rilievo assume altresì l’analisi di vetustà di detti residui, indicativa del grado di concreta esigibilità delle poste creditorie mantenute nel conto del bilancio. In particolare, il rendiconto 2011 registra una considerevole mole di residui vetusti, pari a euro 275.172.482,49, parte dei quali relativa ai titoli I (euro 15.301.637,00) e III (euro 38.624.196,43)”.
3) Disavanzo di amministrazione.
“Il rendiconto 2010 ha fatto registrare un cospicuo disavanzo di amministrazione, evidentemente risalente nel tempo ed emerso solo contabilmente a seguito delle verifiche ministeriali effettuate; a distanza di oltre un anno dalla sua (solo) formale manifestazione, il comune non è ancora riuscito, e non certo per mancanza di volontà, ad assicurarne una copertura conforme a legge ed insieme attendibile;
4) Saldo di cassa, anticipazioni di tesoreria e utilizzazione per cassa di fondi vincolati.
“Il saldo di cassa, ormai da anni, presenta costantemente valori negativi, tenuto conto dell’utilizzo massivo e sostanzialmente permanente sia di anticipazioni di tesoreria che di fondi vincolati (impiegati per cassa). Quanto all’utilizzo di questi ultimi, l’accertamento condotto dagli ispettori Mef ha evidenziato l’impossibilità di addivenire ad una pur approssimativa attendibile quantificazione, tenuto conto della riscontrata alterazione (anche a penna) di documentazione contabile trasmessa al tesoriere.
Secondo un computo approssimativo fornito dagli uffici finanziari del comune, detti fondi vincolati impiegati per cassa ammonterebbero a euro 101.198.809,00.
Tuttavia, come già riferito, la risoluzione di detta problematica avrebbe dovuto (e dovrà) prendere le mosse da una sistematica revisione e conseguente rettifica della documentazione contabile, attività che non risulta effettuata”.
5) Elevato ammontare di obbligazioni a carico del comune cui è seguito l’impegno contabile ma non il pagamento.
“ … Si rileva la presenza di partite residuali risalenti ad esercizi precedenti il 2006, relative ai titoli I (euro 7.403.818,11), II (euro 273.606.541,41) e IV (euro 2.182.599,31). In proposito, si richiama quanto già riferito in merito alla mancata disponibilità, da parte dell’ente, di una puntuale ricognizione generale delle scadenze di ciascun debito. Tale evidenza comporta altresì, oltre all’impraticabilità di un’ottimale pianificazione degli adempimenti (anche ai fini della delibera d’impignorabilità ex art. 159 del Tuel), l’impossibilità di una compiuta quantificazione degli interessi che progressivamente maturano sul debito in questione, ulteriormente amplificandolo in misura conseguentemente non determinabile, neppure in via approssimativa.
6) Debiti fuori bilancio
“A ciò si aggiunga la situazione, anch’essa indeterminata (per come precedentemente riferito), dei debiti fuori bilancio in attesa di riconoscimento, che esigono un effettivo e attendibile processo di quantificazione-composizione e (al ricorrere dei requisiti di legge) recepimento in bilancio”.
7) Considerevole presenza di procedure esecutive e monitorie ai danni del patrimonio comunale
“Ulteriore cartina di tornasole della situazione di sostanziale decozione dell’ente è costituita dalla riscontrata pendenza di numerose procedure esecutive e monitorie ai danni del patrimonio dell’ente, per ingenti importi, con conseguente ulteriore lievitazione della massa passiva (per interessi, spese processuali, incarichi legali)”.





