Perché la Regione Calabria ce l’ha col cinema? Cosa gli hanno fatto quelle luminose immagini in movimento, quelle sale gremite di gente con gli occhi fissi sullo schermo? Sono le domande che si pone
Nella graduatoria definitiva da poco pubblicata della Regione Calabria sugli eventi storicizzati, POR CALABRIA 2007/2013, non è stato finanziato neanche un festival di cinema.
In particolare, il Pentedattilo Film Festival, di cui sono direttore artistico, non viene finanziato dal 2013 e, dal 2014, ha sospeso l’evento per mancanza fondi.
Il Pentedattilo Film Festival è il festival che dal 2008 aveva contribuito a recuperare un magnifico borgo fantasma, Pentedattilo appunto, attraverso il cinema. È il festival che proiettava più di 100 corti da tutto il mondo, che teneva viva l’economia locale grazie al suo pubblico che arrivava un po’ da tutta Europa.
E allora perché la Regione ha smesso di finanziarci?
Non l’ha fatto apposta, è che la Regione Calabria non si intende di cinema.
Partiamo dal bando, un immenso calderone per qualsiasi tipologia di evento: dal concorso di bellezza fino ai fuochi d’artificio. Non che queste manifestazioni non abbiano dignità, ma in altre regioni esistono, giustamente, bandi settoriali. Bandi per soli festival di cinema. Se si mischia il cinema con le passerelle di moda, il teatro con la sagra del cibo, non si gestisce con metodo la cultura regionale.
Un esempio su tutti. Uno dei criteri di punteggio era la presenza di pubblico. Il Pentedattilo Film Festival arriva al massimo a 1000 presenze (consideriamo che il borgo ha un solo residente!). Una sagra della melanzana, in una via marina qualsiasi, ha almeno il doppio delle presenze. Si possono paragonare così i due eventi? Unire l’assessorato dei beni culturali con quello del turismo, non significa che tutto debba essere massa, numero. Conta più valorizzare un borgo antico, far arrivare gente dalla Cina, dal Canada, dalla Russia…, far scoprire il cortometraggio a un’intera regione, o intrattenere una città con la Miss di turno?
Contano tutte e due, certo. Ma devono essere finanziati con fondi diversi. Altrimenti si rischia di creare improvvisatori culturali che si svegliano solo stagionalmente, e che non fanno dell’arte la loro attività principale.
Che la Regione abbia un brutto rapporto col cinema, si vede dalla situazione della Film Commission. Dov’è? A che punto siamo? E non è un discorso di parte politica, perché le precedenti amministrazioni, nonostante ci fosse una Film Commission con due gestioni diverse una dopo l’altra, avrebbero potuto, e dovuto, fare di più.
Una produzione che vuole fare cinema in Calabria, a chi si rivolge? Dove sono i bandi per fare cinema? Quando una produzione viene in Calabria a girare, c’è un sistema che segnali i professionisti calabresi o le società cinematografiche presenti sul luogo?
Troppe domande, che però si possono riassumere in una sola: Regione Calabria, perché ce l’hai col cinema?
Emanuele Milasi – direttore artistico Pentedattilo Film Festival (o almeno quello che ne rimane!)






