di Grazia Candido – Per non dimenticare uno dei moti di protesta più significativi della storia dell’Italia unita, per durata e intensità caratterizzato da diversi mesi di guerriglia urbana e di repressione poliziesca, questa mattina nella sede del Comitato per la ricostruzione del centrodestra sono state illustrate le iniziative previste per il 45° anniversario della Rivolta di Reggio. A fornire alla stampa tutti i dettagli sul programma in agenda, i membri del “Comitato 14 Luglio” Antonio Franco, Giuseppe Agliano, Daniele Romeo, Italo Palmara, Ernesto Siclari e il giornalista Antonio Giuseppe D’Agostino.
“A distanza di 45 anni, i movimenti della destra che fanno parte del “Comitato 14 Luglio” celebrano questo anniversario nel ricordo delle 5 vittime (Labate, Campanella, Iaconis, Curigliano e Bellotti), delle centinaia di mutilati e feriti nel corso di sette mesi di protesta e umiliazioni subite dai reggini – esordisce Agliano – Le associazioni, i movimenti e i partiti che fanno riferimento ai valori della destra storica e che da sempre si adoperano affinchè questa ricorrenza non cada nell’oblio, hanno già da settimane iniziato un’azione militante che è partita con la bonifica della villetta intitolata ai Martiri della Rivolta”.
Tutti i militanti ricordano quella violenta sommossa popolare innescata dalla scelta di istituire a Catanzaro la sede dell’Assemblea regionale e che scatenò una repressione poliziesca, uso del tritolo, feriti e morti tra civili e forze dell’ordine sino a quando nel febbraio del 1971, il presidente del Consiglio Emilio Colombo annunciò la creazione a Reggio Calabria del quinto centro siderurgico nazionale che avrebbe portato oltre 10 mila posti di lavoro.
“Non si possono dimenticare gli attentati, le barricate e gli scioperi che devastarono la città al grido di “boia chi molla”, – aggiunge Franco, nipote di Ciccio, capopopolo durante i Moti di Reggio e dirigente reggino di Msi – I militanti del centro destra ripercorreranno a tappe con incontri e cerimonie un conflitto generato da un popolo che chiedeva la distribuzione di opportunità di crescita e di sviluppo e che, alla fine, ottenne l’assegnazione del titolo di capoluogo e della sede della Giunta regionale a Catanzaro, la sede del Consiglio regionale e del V centro siderurgico a Reggio Calabria, la sede dell’università a Cosenza”.
Ma quello di domani è “un impegno che si rinnova anche per le nuove generazioni che, per motivi anagrafici, non fecero parte alla rivolta ma che da essa devono trarne spunto per ridare alla Reggio addormentata che non si accorge in quale triste degrado è caduta, il suo ruolo centrale che aveva conquistato 10 anni fa” – postilla Romeo.
Domani mattina alle ore 10 presso il “Monumento alla Rivolta” sul lungomare si svolgerà la cerimonia ufficiale con la deposizione di un omaggio floreale e a seguire gli interventi dei rappresentanti delle varie associazioni. Alle 18,30 alla villetta dei “Martiri della Rivolta” si terrà un incontro coordinato dai giornalisti di alcune testate on line sul tema “Reggio e la città metropolitana” mentre mercoledì alle ore 20,30 presso la “Terrazza Futurista”, sarà proiettato il documentario realizzato dal giornalista Domenico Calabrò “Reggio: dalla rivolta alla riconciliazione”. Si concluderà il tutto giovedì 16 luglio alle ore 19,30 sempre alla “Terrazza Futurista” con un dibattito tra l’ex sindaco Demetrio Arena e il direttore de “Il Garantista” Piero Sansonetti.






