Testo integrale della dichiarazione diramata dai consiglieri comunali Carlo Nisticò, Franco Galante e Rosario Lostumbo:
“Nell’ambito della nostra travagliata attività di amministratori di questa città, democraticamente eletti dal popolo, la stella polare che da sempre continuiamo a seguire è quella che ci conduce sulla strada delle risposte alle esigenze della comunità e della difesa dei cittadini e dei loro diritti, il rispetto di leggi e regolamenti. In tutto questo l’apparato burocratico ed esecutivo dell’amministrazione comunale dovrebbe essere lo strumento imparziale affinché ciò si realizzi. Pare, però, che da un po’ di tempo l’imparzialità abbia lasciato il posto a valutazioni alquanto arbitrarie, molte volte tese a sconfessare atti rilasciati dalla stessa amministrazione e mai revocati, molte volte ancora farcite di labili, insolite ed improbabili competenze che, magari involontariamente ed in buona fede, sconfinano nell’eccesso se non nell’abuso di potere. Abbiamo letto, inoltre, con grande stupore, che sono stati prorogati i termini di scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione al bando pubblico relativo alla realizzazione di uno stabilimento balneare accessibile e, quindi, pienamente fruibile anche da anziani, disabili motori e mamme con i passeggini.
Con altrettanto stupore abbiamo letto la motivazione data alla stampa dall’assessore Daniela Carrozza che tra virgolette recita: “Tantissime sono le domande pervenuteci. E’ per questa ragione che abbiamo deciso di posticipare la scadenza, in un primo momento fissata per la giornata del sette luglio. Daremo così modo di presentare la propria proposta a chi ancora fosse interessato a questo importante avviso pubblico, certi che quanti più progetti verranno vagliati tanto più sarà possibile giungere ad un’idea progettuale pienamente funzionale”. È bene precisare che dalle dichiarazioni dell’assessore non si comprende bene a chi è riferito quell’“abbiamo deciso”. Sicuramente noi non siamo tra coloro che hanno partecipato né condiviso tale decisione tanto bizzarra quanto poco trasparente. Tantomeno appare credibile e sostenibile la riferita motivazione sulla necessità del posticipo. Visto che tantissime sono le domande pervenute non si capisce che motivo c’era per dilatare i limiti temporali. E ci chiediamo ancora se e come è stato coinvolto lo specifico settore delle politiche sociali in merito a un opera che, per caratteristiche intrinseche ed estrinseche, deve necessariamente interfacciarsi con il settore competente. La proroga dei termini, avvenuta tra l’altro appena 24 ore prima della scadenza, appare una ingiustificabile mancanza di rispetto verso quei tantissimi operatori che, coadiuvati da più figure professionali, con dispendio di energie e di risorse economiche, hanno inteso, come era giusto che fosse, produrre le domande entro i termini preventivamente imposti come si è soliti fare per i bandi pubblici. Noi siamo convinti nella buona fede di chi ha operato questa scelta avventata, ma chi non lo fosse potrebbe pensare che la proroga possa servire a qualche amico degli amici che, data la documentazione da allegare, non ha fatto in tempo a redigere tutto quello che correttamente richiedeva il bando. Altro punto debole del bando è il fatto che lo stesso non indichi nessuna data di riferimento per l’apertura delle offerte da valutare! Le aprirà forse la carboneria? Il caso sembra calzare una frase detta dal grande Andreotti e cara al nostro amico e collega Eugenio Riccio, che recita: “A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca”.





