di Stefano Perri – Era stata annunciata come una grande manifestazione di popolo, la risposta della Calabria onesta contro le angherie della casta. Si è ridotta ad una sorta di meeting tra pochi intimi, agguerriti certamente, ma davvero pochi.
Erano solo una dozzina infatti i militanti del movimento 5 stelle che questa mattina si sono ritrovati di fronte a Palazzo Campanella per chiedere le dimissioni del Governatore Oliverio. Il terremoto scatenatosi in seguito all’inchiesta della Procura di Reggio Calabria che ha posto la lente d’ingrandimento sulle spese illecite dei gruppi regionali durante la passata legislatura, aveva suscitato un coro d’indignazione che negli ultimi giorni era circolato tra i nodi della rete. Ed è così che nasce l’iniziativa dei meetup calabresi del Movimento 5 Stelle. Un sit-in per chiedere le dimissioni del Governatore. Il titolo, più che eloquente: #mariodimettiti. Anche se il Governatore, che lunedì varerà la nuova Giunta, pare in tutt’altre faccende affaccendato.
E nel frattempo gli attivisti cinque stelle si presentano di fronte al Palazzo del Consiglio, dove oggi era prevista la conferenza dei capigruppo, poi sconvocata, per protestare contro di lui. Ma sono solo una dozzina, meno della metà dei Consiglieri indagati nell’inchiesta Rimborsopoli. I parlamentari non ci sono, sono rimasti a Roma per i lavori parlamentari. E nonostante le telefonate, gli inviti personali e gli sms, gli ‘indignati’ pronti a metterci la faccia contro Oliverio sono davvero pochi.
”Abbiamo avuto adesioni da Lamezia, da Catanzaro e Cosenza – ci spiega uno degli attivisti dei 5 Stelle Clemente Pintus – e siamo qui per chiedere le dimissioni del Governatore. Non può una minoranza governare una maggioranza di cittadini che non l’ha votata. Ci rivolgiamo a tutte le persone che si vergognano di quello che è successo. Purtroppo siamo pochi, la gente è diffidente e rassegnata. E’ un giorno infrasettimanale e le gente lavora. Non si possono permettere un giorno di ferie per protestare”.





