Da sempre la Psichiatria è stata terreno fertile per strumentalizzazioni di ogni genere. Da sempre l’amministrazione dell’Azienda Sanitaria locale di Reggio Calabria, così come l’Amministrazione Regionale, è stata caratterizzata da una gestione poco attenta verso i bisogni delle fasce deboli , certo non ha fatto eccezione alcuna la psichiatria . Ma, come si suol dire, al peggio non c’è mai fine. La nuova amministrazione dell’ASP 5 irrompe nel devastato scenario delle strutture psichiatriche , certo caratterizzato da innumerevoli contraddizioni, distorsioni ed approssimazioni più volte denunciati da Legacoop Sociali Calabria , arrogandosi il diritto di bloccare i pagamenti di prestazioni già rese dai diversi soggetti convenzionati, nonché lo stipendio dei tanti soci lavori impegnati in un servizio delicato quanto importante. Paradossalmente si vorrebbero così ribaltare le responsabilità dell’Azienda e della Regione . Le conseguenze di scelte dissennate vengono così scaricate sui più deboli.
Viene da chiedere: egregio dottor Giuffrè, le responsabilità delle situazioni esistenti, sono delle cooperative sociali, dei soggetti del terzo settore, dei lavoratori, degli utenti e dei loro familiari o forse sono dell’Ente ASP 5 maldestramente rappresentato ? E magari sono anche della Regione Calabria, che dell’ASP ne sceglie anche i rappresentanti?
Incredibilmente si bloccano i pagamenti per ben sei mesi, poi con inammissibile ritardo si preannuncia il pagamento di due sole mensilità, come se fosse una concessione, un regalo e non un doveroso adempimento, ceto colpevolmente parziale e ritardatario. Si minacciano le cooperative affinché provvedano agli accreditamenti entro tre mesi; in caso contrario si bloccherebbero i ricoveri e si cercherebbero altre strutture sul territorio regionale e non solo. Con buona pace dei diritti degli utenti e dei loro familiari, oltre che dei lavoratori. Potrebbe , a questo punto , sorgere il dubbio che Il Commissario Straordinario disconosca a tal punto la situazione da non comprendere alcuni punti della questione tanto evidenti quanto fondamentali. Primo: in atto le unità funzionali , le Comunità Alloggio presso cui operano gli operatori ASP e anche le cooperative sociali convenzionate sono strutture pubbliche afferenti al DSM dell’ASP 5 , non sono evidentemente strutture private . Secondo: se l’ASP intende far si che tali unità funzionali diventino strutture private accreditate, questo molto probabilmente potrebbe stare più che bene ai diversi soggetti attuali gestori dei servizi in convenzione. Ma è di straordinaria evidenza come debba essere l’Ente Pubblico a fissare le linee guida a cui attenersi per pervenire a tale cambiamento. Dire che si intende “imporre” l’accreditamento, il “mettersi in regola” senza che le regole siano stabilite è un evidente vizio logico, ancor prima che un messaggio a doppio legame. Affermazioni, quelle del Commissario Straordinario, valutabili come reazione alle proteste dei soggetti del terzo settore e dei lavoratori che non percepiscono lo stipendio, che seppur legittime e doverose, vengono considerate un atto di lesa maestà dai vertici dell’ASP:.
Per ciò che concerne questa Organizzazione, indipendentemente dalla serietà delle posizioni e delle considerazioni espresse da chi rappresenta la pubblica amministrazione, abbiamo sempre dato e confermiamo la nostra disponibilità a sostenere percorsi che, tramite l’accreditamento o altro strumento, possano consentire un miglioramento della qualità dei servizi resi agli utenti, il superamento delle tante discrasie, di certo esistenti, ma dovute, altrettanto certamente, a scelte dissennate degli amministratori e di chi ne ha condiviso le responsabilità. Non è certo l’accreditamento come strutture private condizione necessaria e sufficiente a costituire la panacea di tutti i mali che affliggono il settore. Legacoop Sociali ha promosso e sostenuto un percorso, sintetizzato in un “documento programmatico”, che è stato poi condiviso dal “terzo settore” dai familiari degli utenti e anche dalla direzione del DSM, che prevede una sinergia pubblico- privato sociale la cui azione si centra sui bisogni dell’utenza, dei familiari e sulla valorizzazione delle professionalità degli operatori impegnati nel settore. Attraverso l’individuazione di un percorso logico e sostenibile, che conduca all’accreditamento delle unità esistenti e al superamento delle innumerevoli discrasie più volte evidenziate.
Disponibili a qualsiasi confronto e convinti che le gravi affermazioni pronunciate siano dettate esclusivamente dalla necessità di riordinare e “ legalizzare” in fretta il settore, , attendiamo, vigili, che questa direzione corregga la frettolosa valutazione e convochi subito il tavolo tecnico di discussione e lavoro , per individuare e giungere al più presto alla soluzione più giusta ed qua possibile.
In mancanza di ciò, LegacoopSociali Calabria attiverà tutti gli strumenti democratici finalizzati alla contestazione ed alla rimozione dei fattori che hanno portato all’attuale situazione di difficoltà per gli utenti, i familiari e gli operatori del settore .
LegacoopSociali Calabria
Il Resp.le Regionale
Lorenzo Sibio




