di Grazia Candido – “Dal Comune solo e soltanto bugie. Non c’è alcuna volontà di onorare la memoria di mio padre”. La famiglia Fazio risponde alle affermazioni rilasciate qualche giorno fa alla nostra testata dagli assessori comunali Angela Marcianò e Giovanni Muraca in merito alla costruzione del mausoleo del Colonnello Cosimo Fazio e affida il compito al primo genito Antonino Carlo per chiarire la vicenda.
“La prima volta che incontrammo l’assessore Marcianò abbiamo posto il problema della sistemazione al cimitero di Modena ma lei ci propose l’idea di realizzare un busto da mettere al porto che raffigurasse mio padre cosa che a noi farebbe piacere ma la priorità è dargli degna sepoltura – afferma il figlio Antonino Carlo – Non abbiamo bocciato nulla: ci hanno proposto due soluzioni alle quali abbiamo detto di no perché la prima, e inizialmente la stavamo accettando per affrettare i tempi ma valutando bene il progetto si trattava di un’opera fatiscente, prevedeva una struttura becera interrata e quindi non un mausoleo così come deliberato dalla Triade Commissariale; la seconda invece, consisteva nella consegna materiale di 6 mila euro e l’incarico a noi di costruire il tutto. Gli amministratori hanno dipinto la mia famiglia capricciosa ma non è così: non abbiamo bocciato i tanti progetti di cui parlano né ci sono mai stati presentati e mi stupisce che l’assessore Muraca entri in questa storia visto che non se ne è mai interessato”.
Antonino Carlo anticipa che “sta valutando di procedere legalmente per tutelare il nome del padre e quello dei suoi cari offesi da menzogne, calunnie come quella sulla concessione gratuita del suolo che, invece, è stato pagato dai Fazio”.
“Non posso accettare che alla cittadinanza venga mostrata un’immagine della mia famiglia non reale – continua il figlio – Per cercare di venire incontro al Comune, avevamo valutato anche la possibilità di mettere a disposizione un architetto di fiducia che, ovviamente, avremmo pagato noi, per realizzare un progetto che rientrasse nelle capacità dell’Amministrazione ma non è stato possibile perché si riesce a fare ben poco con 6 mila euro. E dopo le dichiarazioni dei due assessori mi rendo conto che non si vuole progettare questo mausoleo”.
Il primogenito Fazio nel ringraziare “il sindaco di Palizzi, Arturo Walter Scerbo che ha dimostrato una sensibilità che non ha avuto il Comune di Reggio Calabria”, mette in chiaro che “non ci saranno più contatti con gli amministratori locali se non nelle giuste sedi e visto che ad agosto saranno 2 anni dalla prematura scomparsa del padre, gli avvocati stanno valutando un risarcimento per danno all’immagine”.
E una frecciatina la scaglia anche contro l’Arma dei carabinieri che “a malincuore, c’è stata molto vicina a parole impegnandosi all’inizio come mediatrice con il Comune, ma oggi, il corpo non ha dato alcun contributo per risolvere il problema e se lo ha dato, non ha sortito gli effetti che speravamo”.
“Ho aspettato che le istituzioni mantenessero un impegno e se me lo avessero permesso avrei sistemato papà a spese mie subito dopo la sua morte – precisa Antonino – Lo farò nel momento in cui non verrà ottemperata la deliberà ma la questione non finisce qui perché non voglio che un tale sopruso capiti ad altri e che venga calpestata l’onorabilità di uomini che sono morti per questa terra. La mia famiglia ha la possibilità di affrontare onerose spese legali per far valere i nostri diritti ma ci sono tante persone che non avendo risorse, sono costretti a subire certi soprusi. Il sindaco Falcomatà non ha avuto la delicatezza di incontrarci mai e la cosa più assurda è che qualche mese fa, ha assegnato alla memoria di papà il San Giorgino d’oro, uno dei premi più importanti della città, avvertendoci della consegna 12 ore prima e dandoci un attestato con errori e privo della sua firma. Questo – conclude il giovane figlio – dimostra una certa incuranza da parte degli amministratori nei confronti di papà, in primis di un sindaco che dopo aver incontrato a Marzo l’onorevole Kyenge, si era impegnato a creare il mausoleo. Di certo, questa vicenda la porterò a conoscenza delle istituzioni nazionali che, in passato, si erano espresse positivamente sull’operato del Colonnello Fazio dimenticato però dal Comune reggino”.





