
di Cristina Marra – Sono venti “gentili, si avvicinano con un sospiro tiepido e leggero, come il respiro di un amante”, o “arroganti che arrivano all’improvviso senza pudore e spingono,
scostano con durezza” oppure sono “venti diabolici che fanno impazzire”, sono i venti che soffiano su ’”L’isola dell’angelo caduto“(Einaudi) di Carlo Lucarelli. Questi venti accarezzano o tormentano il commissario protagonista del romanzo “spedito all’isola in un commissariato che era poco meno di uno scherzo” per aver sbattuto in galera quattro squadristi e portano costantemente alle sue orecchie una melodia, una canzone, una voce “lontana, infantile e fastidiosa che quasi al limite dei sensi ripeteva Ludovico”. Il vento abita, sconvolge e scuote l’isola, coloro che ci vivono e soprattutto si abbatte sulla colonia penale voluta dal regime fascista, conosciuta come La Cajenna che più che una prigione di pietra “sembrava una prigione d’aria, aria cattiva che non restava sulla soglia come un guardiano, ma entrava dentro a tormentare e infierire come un aguzzino”. Tutto è nero su quella roccia “sperduta nel mare che ha un tempo tutto suo, diverso da quello del resto del mondo” ed anche i gabbiani volano solo di notte. La morte non tarda ad arrivare e miete tre vittime, toccherà al commissario osteggiato dal capomanipolo Mazzarino far luce su quei misteri che hanno un che di demoniaco e diabolico. Figure maligne e bestiali vagano sull’isola e il commissario, solo, disilluso, malinconico e innamorato si trova di fronte ad un bivio che sembra un incubo e una follia ed ecco che Lucarelli dipinge la fragilità e le debolezze umane e l’isola ne diventa metafora essendo sospesa tra realtà e illusione. Le atmosfere nere, gotiche e surreali del thriller arrivano sul grande schermo nella trasposizione cinematografica de “L’isola dell’angelo caduto”. Il film presentato al festival del cinema di Roma celebra l’esordio alla regia di Carlo Lucarelli che affida la complessa figura del commissario, all’interpretazione di Giampaolo Morelli che, lasciati gli occhiali da sole e il giubbotto di pelle del sempre lucarelliano Ispettore Coliandro, si cala nei panni di un personaggio attualissimo per il suo conflitto interiore nello scegliere autonomamente o allineandosi al sistema. Nel cast anche Sara Santini, Gaetano Bruno, Rolando Ravello, Veronica Gentili, Roberto Mantovani




