Mazzette al Comune di Reggio Calabria, gli imputati devono essere assolti. Lo ha richiesto alla Corte d’Appello di Reggio Calabria il sostituto procuratore generale Danilo Riva impegnato nel processo “Urbanistica”: l’inchiesta della Procura reggina che dopo una serie di condanne sia in primo che in secondo grado ha visto l’annullamento con rinvio da parte della Cassazione. E proprio quanto ha disposto la Cassazione che ha portato la Procura Generale ha chiedere che gli imputati, accusati a vario titolo di associazione per delinquere e corruzione, vengano dichiarati assolti perché il fatto non sussiste. Nello specifico il pg Riva ha richiesto l’assoluzione per Giuseppe Melchini, condannato in Appello a 7 anni e 8 mesi, per Marilena Mastrandrea, condannata a 2 anni pena sospesa, per Antonio Smeraldo, 2 anni in Appello, per Pasquale D’Ascoli, 6 anni e 6 mesi in Appello, per Carmelo Lo Re, 6 anni in Appello, ed infine per Francesco Calì, a cui nel secondo grado del processo furono comminati 5 anni e 6 mesi di carcere. Per gli imputati Antonio Demetrio Artuso e Giovanni Tornatola il sostituto pg Riva ha chiesto la riqualificazione del reato di truffa e la conferma della condanna di primo grado, in subordine ha chiesto che venga dichiarata la prescrizione del reato. Artuso fu condannato a 5 anni mentre Tornatola a 4. L’inchiesta “Urbanistica”, scaturita da un’operazione della Polizia di Stato che svelò un giro di presunto mazzette all’interno dell’ufficio di Palazzo San Giorgio, adesso dopo le richieste della Procura Generale, è a un passo dal finire in clamoroso “buco nell’acqua”. Le difese discuteranno il 16 luglio quando verrà emessa anche la sentenza della Corte d’Appello. Angela Panzera






