di Domenico Grillone – E adesso si volta pagina. Non più gelosie o beceri campanilismi ma tutti uniti per una vera ed unica area, quella integrata dello Stretto. Il protocollo d’intesa firmato a bordo della motonave “Messina” proprio nel mezzo delle due sponde, calabrese e siciliana, dai sindaci Renato Accorinti, Giuseppe Falcomatà e dal vicesindaco di Villa San Giovanni Antonio Messina non vuole rappresentare uno dei tanti documenti che lasciano poi il tempo che trovano ma il primo passo per un percorso da fare insieme per uno Stretto che unisce davvero. E ad affermare tutto questo non sono stati solo i primi cittadini delle realtà più grandi dell’intera area dello Stretto ma tutti i sindaci di paesi più o meno piccoli delle due sponde coinvolti in questo grande progetto che alla fine del percorso porterà a chiedere all’Unesco di essere riconosciuto come patrimonio dell’umanità. Il protocollo firmato a bordo della nave tocca punti fondamentali come la mobilità, i trasporti, il turismo e con la premessa fondamentale che “l’area dello Stretto costituisce una combinazione unica di caratteristiche storiche, ambientali, urbane e paesaggistiche per le quali appare necessario intraprendere un percorso mirato alla sua piena valorizzazione ed al riconoscimento da parte di organismi nazionali e sovranazionali”. L’obiettivo comune è “costruire la città metropolitana dello Stretto attraverso la pratica dello scambio e delle sinergie al di là dei vincoli giuridici e favorire lo sviluppo socio-economico e culturale dell’area in un ottica condivisa”. L’accordo, della durata di 5 anni, prevede l’istituzione di un comitato di coordinamento per la redazione del piano strategico e per proporre “le iniziative più opportune per una effettiva implementazione dell’accordo”. E’ solo un primo passo, certo, ma l’entusiasmo registrato a bordo della nave fa pensare che forse si sia arrivati a quel momento storico per il quale non è difficile pensare, così come ha auspicato l’assessore provinciale alla cultura di Reggio, Edoardo Lamberti Castronuovo, ad un’unica fascia di sindaco per la città metropolitana dello Stretto. Al momento, comunque, ciò che più preme è l’integrazione, quella effettiva, dell’intera area, come sottolineato dall’assessore alla cultura di Messina Tonino Perna. “Si vuole scrivere la storia, mettere nero su bianco su quello che è un percorso comune – evidenzia Giuseppe Falcomatà – ma vogliamo farlo su basi concrete: dalla continuità territoriale tra le due sponde fino a mettere in comune quello che è il patrimonio artistico, culturale, archeologico per non continuare a ragionare in una sorta di compartimenti stagni tra le due città ma come vera e propria area metropolitana e quindi una vera e propria città dello Stretto”. Per Falcomatà tutto questo significa, tra l’altro, avere più peso nei confronti del governo nazionale. “Bisogna unire gli intenti, noi ci crediamo davvero a questo percorso che, visti i tempi che corrono riguardo alla crisi ed ai tagli generalizzati, acquista in un certo senso il sapore di una battaglia per la sopravvivenza. Se vogliamo costruire qualcosa di buono dobbiamo metterci in relazione”. La continuità territoriale delle due aree è già sui tavoli dei tecnici del ministero dei Trasporti. Perché non ha senso parlare di area integrata quando alle sette di sera è impossibile, da Reggio, raggiungere l’altra sponda. Anche l’idea di deviare il traffico commerciale, così come ha fatto Messina appoggiandosi a Tremestieri, è nell’agenda dei rappresentanti istituzionali per la creazione di un porto nella zona di Bolano, facendo così rifiatare il porto di Villa. “C’è un intento comune con il sindaco di Villa, La Valle, e la proposta è già sui tavoli tecnici del ministero dei Trasporti – aggiunge Falcomatà – e stiamo proseguendo su questa strada”. Anche per l’aeroporto dello Stretto si dovrà lavorare molto per toglierlo dall’impasse attuale. “Messina e la Provincia di Messina hanno delle quote all’interno della Sogas, e devono cominciare a farsi sentire. Lo abbiamo già chiesto perché dal futuro della Sogas, quale che sia, è importante che i due enti partecipano al futuro dello scalo”. Per il sindaco Renato Accorinti si tratta di una pagina di storia che si comincia a scrivere tutti insieme, istituzioni e cittadini. “La gente è arrivata a capire che è giunto il momento. Noi crediamo nelle utopie, nei valori alti. Lo Stretto ci unisce e non ci divide. E la richiesta all’Unesco è consequenziale alla bellezza, alle unicità ed al patrimonio dell’intera area. Per questo dobbiamo proteggere le cose belle che abbiamo. Oggi stiamo volando alto, qui c’è un’unica anima, questo vuol dire che l’utopia del passato sta diventando concretezza. E tutto questo cambierà la vita dei cittadini”. Tanti gli interventi dei numerosi sindaci intervenuti all’evento, dei rappresentanti delle diverse associazioni ambientaliste che per prime hanno avviato il percorso e poi le note del coro Cilea, formato per metà da musicisti messinesi, ed il taglio della torta come auspicio affinché da oggi cambino le prospettive di un’area che avrebbe tutto per poter decollare da tutti i punti di vista.










