L’inchiesta “Dinasty 2” si sgonfia in Appello. A Salerno, infatti, la corte ha infatti potuto condannare solo a 7 anni il boss di Limbadi, Antonio Mancuso, mentre per gli altri imputati sono arrivate prescrizioni e assoluzioni. Il troncone principale del processo ha già portato alla condanna in via definitiva dell’ex giudice del tribunale di Vibo, Patrizia Pasqui, alla quale sono stati comminati 2 anni e 4 mesi di condanna. In questo filone, invece, sono arrivate la prescrizione e l’assoluzione per il tecnico del Comune di Parghelia (Vv) Achille Sganga, e per: l’architetto Giancarlo Sganga, Fortunato Polito, Salvatore Valenzise, Antonio Ventura, Pierina Penna, e Maria Ventura. Assoluzione con formula piena per: l’imprenditore vibonese Antonio Castagna (3 anni e 2 mesi in primo grado), l’ex sindaco di Parghelia, Vincenzo Calzona (8 mesi in primo grado) e l’ingegnere cosentino Ernesto Funaro. Assolti con formula ampia, in quanto la stessa Procura generale di Salerno ha rinunciato all’appello fatto dai pm di primo grado (Dda di Salerno), anche per 6 avvocati vibonesi: Antonio Galati, Santo Gurzillo, Filippo Accorinti, Michele Accorinti, Gaetano Scalamogna e Giovanni Vecchio.Rinuncia all’appello e assoluzione pure per il boss Pantaleone Mancuso, Giuseppe Esposito, Orazio Cicerone, il commercialista vibonese Ilo Bianchi, e gli imprenditori Vincenzo Colistra, Francesco Miceli, Teresa Calla’, Umberto Franco. L’operazione era stata condotta nel 2006 dall’allora capo della Squadra Mobile di Vibo, Rodolfo Ruperti, e dalla Dda di Salerno.






