di Stefano Perri – Ancora uno sbarco programmato a Reggio Calabria. Probabilmente il primo di una lunga serie. Ancora sguardi sofferenti e confusi, ancora piedi nudi sul cemento del porto. Sono 580 i migranti arrivati oggi a bordo del pattugliatore Dattilo della Guardia Costiera. Sono tutti uomini, una decina i minorenne. Quasi tutti provenienti dai paesi del corno d’Africa, soprattutto Eritrea ed Etiopia. Sono stati recuperati tra venerdì e sabato al largo di Lampedusa. I natanti sui quali viaggiavano erano diretti verso le coste italiane ma rischiavano di perdersi in balia delle onde.
Non è ancora chiaro se tra loro siano presenti gli scafisti che hanno organizzato il viaggio. Subito dopo l’attracco della Dattilo, gli uomini della Squadra Mobile reggina sono saliti a bordo per interrogare alcuni dei migranti, scattare immagini identificative, sperando di raccogliere qualche elemento utile ad individuare chi, tra loro, era incaricato di portarli in Italia. E per questo ha intascato dei soldi. Molti soldi. Dai 400 euro ai 1500 per ognuno dei migranti partiti, nel caso di oggi, probabilmente quasi tutti dai porti della Libia.
Ad attenderli a terra la macchina organizzativa predisposta dalla Prefettura. Decine di uomini in divisa, tra poliziotti, carabinieri, medici della Croce Rossa, personale del 118, polizia municipale, polizia provinciale, guardia costiera, ma anche consiglieri e assessori del Comune giunti per supervisionare le operazioni. Un dispiegamento di forze straordinario, disposto e coordinato direttamente dal Ministero dell’Interno, che ha consentito di svolgere in sicurezza le operazioni di sbarco e di operare i primi controlli sanitari. Tra i migranti qualche caso di scabbia, che sarà immediatamente trattato e risolto con una lieve terapia di una settimana.
Subito dopo, sarà ora di ripartire, verso le strutture predisposte dal Ministero in sei regioni italiane: 150 di loro saranno dirottati in Lombardia, 100 in Toscana, 80 in Lazio, 80 in Piemonte, 80 in Campania e 60 in Veneto. Solo una trentina rimarranno in Calabria, in una struttura predisposta a Montebello Jonico, dove saranno accolti per qualche giorno, in attesa di definire il loro status giuridico.


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