di Angela Panzera – Ad esclusione di Giuseppe Pratticò, sono state confermate questo pomeriggio dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, tutte le condanne emesse nell’ambito del processo Mozart. Nonostante per tutti gli imputati il pg Alberto Cianfarini avesse invocato l’assoluzione la Corte presieduta da Lilia Gaeta ha condannato l’ex presidente del Tar di Reggio Calabria, Luigi Passanisi, a tre anni e sei mesi di carcere, e tra gli altri anche Amedeo Matacena, ex deputato di Forza Italia, a cui sono stati inflitti quattro anni di reclusione.
Secondo le indagini l’ex presidente Luigi Passanisi, nell’autunno del 2005, avrebbe accettato la promessa di ricevere duecentomila euro allo scopo di favorire l’ex parlamentare di Forza Italia, Amedeo Matacena (e il suo gruppo) nei ricorsi contro il provvedimento con il quale l’Ufficio Marittimo di Villa San Giovanni aveva rigettato alcune richieste della “Amadeus Sp.A.”, la società, di proprietà di Matacena, colosso nel settore del trasporto marittimo.
Confermata la condanna a tre anni e sei mesi per Martino Politi e Cesare Giglio, ritenuti rispettivamente il factotum di Matacena e l’uomo che, secondo lo schema accusatorio, sarebbe stato l’anello di congiunzione che avrebbe permesso al gruppo Matacena di instaurare un rapporto corruttivo con il giudice Passanisi. Per Graziella Barbagallo, moglie di Passanisi, la condanna è stata riformata. La Barbagallo passa da un anno e 8 mesi a 1 anno e 4 mesi di carcere, per intervenuta prescrizione di un capo di imputazione.
Pene dichiarate prescritte per Gabriella Fedele e Giovanni Tedesco, che rispondevano di favoreggiamento, e che in primo grado erano stati condannati a otto mesi di reclusione. L’unico assolto quindi è Giuseppe Pratticò, difeso dal legale Aldo Labate, che da una condanna a 3 anni e 6 mesi di carcere passa ad un’assoluzione per non aver commesso il fatto. Egli era ai tempi delle presunte condotte delittuose Amministratore Delegato e Presidente del Consiglio di Amministrazione della “Amadeus S.p.A.”






