Spett.le redazione di Strill.it,
sono ritornato pochi giorni fa da Trieste, in quanto studente fuorisede, calabrese trapiantato in Friuli, mi è stato sufficiente un lasso breve di tempo per riaffacciarmi alla triste realtà della mia terra. Sono venuto a conoscenza del licenziamento di 27 lavoratori e dell’ultimatum dato agli altri 25 entro settembre da parte della CSM,l’azienda che opera nella zona industriale di Pianolago nel Savuto e che quest’inverno minacciava la delocalizzazione, attirando l’attenzione di tutti i politici di spicco della regione, tra cui Carlo Guccione , l’On.Enza Bruno Bossio e l’attuale Governatore della regione Calabra Mario Oliverio.
A quanto pare il nostro Presidente di regione, come diceva De Andrè, si costerna,si indigna,si impegna e poi getta la spugna con gran dignità: aveva assicurato, insieme al suo cerchio magico, che una soluzione si sarebbe trovata.
I fatti invece dicono altro: sono passati 5 mesi e non esiste una giunta completa, solo recentemente si è arrivati alla nomina del Commissario alla Sanità, tutto ciò contrassegnato dallo scandalo De Gaetano.
Risulta ai miei occhi, da iscritto PD in Calabria, e da persona che ha appoggiato il centrosinistra alle scorse consultazioni, che in 5 mesi la percezione della realtà è stata quasi pari a 0.
Molto calda è ancora la questione infocontact, Garanzia Giovani ripreso per un soffio ma permangono molti dubbi e incertezze, non si vedono movimenti e strategie in vista per una cabina di regia volta a incanalare macroprogetti di investimenti per lo sviluppo attraverso i fondi europei, manca una visione, una narrazione per una Calabria che deve ancora decidere cosa fare da grande.
In questi 5 mesi si è visto un Governatore incapace di muoversi su un campo minato, attento ad ogni singolo passo per evitare di calpestare e scoperchiare uno status quo che sembra inamovibile e immanente in questa terra.
Con questa lettera faccio un appello al nostro Governatore e ai consiglieri tutti, perché si assumano tutte le responsabilità del caso e lavorino centimetro per centimetro per risolvere le impellenti crisi industriali, che crisi poi non sono, in quanto trattasi di aziende sane che finiti i fondi gentilmente elargiti dalla regione in passato, adesso preferiscono trasferire la propria attività in territori meno ostili alle imprese dal punto di vista fiscale e dei servizi, per tamponare immediatamente l’emorragia che rischia di portare al tracollo la nostra terra(se già non ci fossimo arrivati).
Lavoriamo perché la Calabria non diventi un cimitero di elefanti, sosteniamo questo fiore di speranza che tenta sempre di rinascere in questa terra ma che si trova costretto ad appassire inesorabilmente.
Emanuele Cristelli




