– afferma Salerno – i democratici sfoderano l’artiglieria pesante, coinvolgendo esponenti di primo piano per difendere a spada tratta anche l’indifendibile, apparire quali vittime mediatiche e tentare di fare lezioni di moralità che, puntualmente, si ritorcono contro. Una strategia ormai del tutto evidente: è stato così, ad esempio, riguardo la non menzione nella relazione della Commissione d’Accesso al Comune di Reggio Calabria dell’ex candidato a Sindaco del centrosinistra Massimo Canale che, insieme alla sorella, possiede la Habitat srl, una delle società proprietarie della Cemer Srl alla quale partecipa anche la Gienne Costruzioni e la Calcestruzzi Sant’Agata (quest’ultima confiscata), di cui fanno parte soggetti affiliati a cosche e che sono attualmente detenuti per associazione a delinquere di stampo mafioso. E’ stato così – continua il Consigliere regionale del Pdl Nazzareno Salerno – anche per quanto concerne l’omissione nella suddetta relazione dell’ex capogruppo del Pd Giuseppe Falcomatà, cognato dell’ex assessore regionale Demetrio Naccari Carlizzi che, oltre ad essere stato segnalato ad una cena elettorale con presunti boss e citato da collaboratori di giustizia, risulta indagato per concussione, corruzione e falsità ideologica, nell’ambito dell’inchiesta sul concorso per Dirigente medico vinto dalla moglie Valeria Falcomatà, anche lei indagata, in circostanze al vaglio della Magistratura. Si tratta di fatti reali – spiega Salerno – che alcuni colleghi hanno giustamente mostrato all’opinione pubblica, eppure molti esponenti del Pd hanno reagito scandalizzandosi, gridando al fango mediatico, addirittura accusando il Pdl di voler infangare la memoria dell’ex Sindaco Italo Falcomatà. A leggere le dichiarazioni, però, sembra che questa teoria sia valida solo al loro interno. Come mai – aggiunge l’esponente del Pdl – nessuno ha difeso l’ex Assessore comunale Luigi Tuccio, per mesi al centro di campagne mediatiche infamanti e mirate al suo annientamento? Tuccio ha dovuto subire una pressione enorme, nonostante non sia mai stato indagato ed abbia compiuto un passo indietro, dimostrando grande senso di responsabilità con le dimissioni decise per una questione di mera opportunità politica. La sua famiglia è ben conosciuta in tutta la Calabria dal momento che il padre, il Dott. Giuseppe Tuccio, è stato un magistrato impegnato per tutta la vita in prima linea contro la ‘ndrangheta, costretto a vivere sotto scorta ed a subire minacce di ogni tipo. Perché nessuno si è scandalizzato per gli attacchi a Tuccio sferrati dalla sinistra? Ecco l’incoerenza del Pd, la manifestazione di un garantismo unilaterale ed inconsistente, mirato solo a preservare i propri amici. Ed ecco la differenza tra noi e loro, che non accusiamo nessuno di essere mafioso ma abbiamo soltanto chiesto spiegazioni in un confronto puramente politico. E adesso, che ancora attendiamo le risposte, vogliamo ribadire il principio secondo cui non è concepibile usare metri di valutazione completamente diversi per medesime situazioni. La Calabria ha bisogno di una politica propositiva basata sul confronto costruttivo – conclude il Presidente della Commissione Sanità Nazzareno Salerno – e non di ripetitive accuse strumentali finalizzate a nascondere l’inadeguatezza di chi non è gradito all’elettorato. E’ il caso che si volti pagina, perché la misura è davvero colma”.




