“La questione sicurezza nel Capoluogo può essere rappresentata, parafrasando un famoso film con: paura e delirio a Catanzaro!”. Così la segreteria provinciale della Cgil in un nota stampa.
“Paura dei cittadini costretti a subire i danni delle ripetute azioni criminali – prosegue la nota -. Paura di ribellarsi ai propri aguzzini. Paura da parte delle Istituzioni che non disturbano equilibri consolidati”.
“Delirio – si legge nel comunicato – da parte di Sergio Abramo, il Sindaco che ha passato l’ultimo anno ad occuparsi delle proprie vicende politiche personali, trasformando la casa comunale in un prototipo dell’Isola dei famosi (con l’unica differenza che a rimanere nudi sono i cittadini catanzaresi). Non stupisce, quindi, che il Sindaco abbia così a cuore l’installazione di telecamere e sistemi di videosorveglianza in cittá. Una mossa per salvarsi l’anima senza entrare nel cuore del problema ed affrontarlo”.
“In questo contesto – sottolineano – pesano le reticenze delle associazioni datoriali e dei commercianti che sembrano non vedere quanto sta accadendo, perché se vedessero dovrebbero reagire in qualche modo”.
La Cgil “ha provato a fare la propria parte, ed ha denunciato pubblicamente il silenzio assordante di chi, nonostante le inchieste (da ultima Aemilia) che hanno smascherato il mercato del racket, continua a voltarsi da un’altea parte. Se c’é il pizzo, significa che qualcuno lo paga!
Perché chi paga non denuncia e/o non viene aiutato a denunciare? è quanto si chiede la Cgil nella nota”.
“Lo chiediamo, in primis, alla Prefettura, dalla quale dopo l’ultimo incontro su questo tema, ci aspettavamo azioni concrete anziché la promessa (tra l’altro non mantenuta) di organizzare un convegno sul tema”.
A che servono i convegni ci chiediamo difronte a tanta violenza? Si domanda ancora il sindacato.
“Serve forza – concludono – e determinazione, servono rassicurazioni per i cittadini, soprattutto servono da chi ha maggiori responsabilità esempi concreti e visibili; azioni che come CGIL chiediamo con forza.






