La CGIL ha avviato una raccolta di firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare sul tema degli appalti, le cui parole d’ordine sono “Gli appalti sono il nostro lavoro. I diritti non sono in appalto”. Il lavoro degli appalti è frammentario, faticoso e mal retribuito. La proposta di legge mira a ripristinare la responsabilità solidale per tutelare i diritti di lavoratrici e di lavoratori impiegati negli appalti privati e pubblici, ai quali bisogna assicurare maggiori garanzie nei trattamenti rispetto a quelli di cui dispongono attualmente. Devono essere contrastate efficacemente le pratiche di concorrenza sleale tra le imprese e adeguatamente tutelata l’occupazione nei cambi di appalto. La parola appalti è spesso legata al termine malaffare – basti pensare alle inchieste giudiziarie di questi ultimi giorni – ma dietro alla corruzione ci sono centinaia di migliaia di lavoratrici e di lavoratori che pagano il prezzo più alto di tale deriva, tanto più che il lavoro negli appalti è sinonimo di lavoro povero, di destrutturazione del ciclo produttivo, di sfruttamento del lavoro, di inquinamento dell’economia. Per tali ragioni la CGIL propone la lotta al massimo ribasso, la riduzione del numero delle stazioni appaltanti, il ripristino della clausola sociale, l’applicazione del contratto prevalente di riferimento, nella convinzione che l’introduzione di un sistema di diritti e di tutele in un’area di illegalità tanto vasta possa riportare alla trasparenza un segmento cruciale dell’economia e del mercato del lavoro del nostro Paese, tutelando e garantendo le lavoratrici ed i lavoratori anche dalle storture del Jobs Act. Per domani, 19 marzo 2015, è prevista una giornata nazionale di raccolta delle firme e, quindi, la CGIL di Cosenza sarà in Piazza XI Settembre dalle 9.30 con un tavolo per invitare tutti i cittadini ad aderire con la propria firma alla presentazione della proposta di legge perché i diritti non sono in appalto.
LA SEGRETERIA CGIL COSENZA




