di Domenico Grillone – Imprigionati in casa, senza poter uscire a causa di gigantesche pozzanghere che si formano ogni qualvolta si registra un acquazzone in città. Ed in attesa dell’intervento dei vigili del fuoco che puntualmente tolgono dai guai i residenti delle villette a schiera di Via Pasquale Andiloro, a sud della città, che dal lontano 2009 sono costretti, per raggiungere le proprie abitazioni o per uscire dalle stesse, a fare le cose più impensabili, tra cui una serie innumerevole di gimkane per uscire dall’evidente impasse. Non sono bastate neanche due denunce dei residenti al Tribunale civile che ha, a sua volta, intimato agli uffici di competenza del Comune di adottare i provvedimenti d’urgenza per risolvere il grande disagio ai cittadini coinvolti. Adesso a muoversi è stata la Procura che, dopo l’ennesima denuncia dei cittadini ormai esasperati, ha deciso di rinviare a giudizio, il nove giugno prossimo davanti al Tribunale monocratico, il dirigente del settore servizi tecnici e manutenzione lavori pubblici del Comune, Marcello Cammera, con l’ipotesi accusatoria di “omissioni di doveri d’ufficio”. Eppure, così come hanno dichiarato i numerosi residenti, sono state decine le volte che hanno chiesto un incontro con il dirigente il quale “o si negava o rappresentava la sua impossibilità a risolvere il problema”. Intanto i residenti di Via Pasquale Andiloro continuano a combattere con l’acqua, alta più d’un metro, che si forma ogni volta che sulla città imperversa un temporale. A “certificare” una situazione incredibile anche i verbali dei pompieri, in uno dei quali si evidenzia anche l’impossibilità d’intervento del 118 (Servizio emergenza-urgenza) a causa del noto disagio che si amplifica ancor più con l’interruzione, ad ogni singolo episodio, della luce elettrica e della rete telefonica. E quando piove la notte è impossibile per i residenti recarsi al lavoro, dal momento che devono aspettare l’intervento dei Vigili del fuoco. Adesso è la Procura che interviene sulla vicenda, affermando, secondo la tesi accusatoria nei riguardi del dirigente comunale, “pur sussistendone i presupposti di pericolo per l’incolumità pubblica e la sicurezza degli abitanti, ometteva di adottare o far adottare provvedimenti d’urgenza per la realizzazione di lavori volti a eliminare il pericolo di ciclici allagamenti e inondazioni della via Andiloro e delle abitazioni ivi insediate”.






