”La strategia della ‘ndrangheta è quella della sommersione, perchè questa è l’unica strategia che può portare avanti”. La ‘ndrangheta come un sommergibile, che naviga in profondità cercando di evitare i sonar della magistratura e delle forze dell’ordine. A descriverla così è il capo della Procura reggina Federico Cafiero de Raho, intervenuto oggi alla conferenza stampa di presentazione della campagna Rai ‘Tgr: l’Italia della legalita” che, proposta dalla testata giornalistica regionale del servizio pubblico.
Alla conferenza stampa erano presenti anche il direttore generale Rai Luigi Gubitosi, il presidente dell’Autorita’ nazionale per la lotta alla corruzione, Raffaele Cantone, il presidente dell’associazione antiracket e antiusura ‘Addiopizzo’, Daniele Marannano, oltre al direttore della Tgr, Vincenzo Morgante.
Per il Procuratore la ‘ndrangheta è l’organizzazione più capace a portare avanti la strategia della sommissione. ”Il silenzio le consente di portare avanti i propri affari e le consente di continuare a muoversi. Se si pensa che ogni anno nel porto di Gioia Tauro viene sequestrata una tonnellata e mezza di cocaina e pero’ questa e’ solo una minima parte della cocaina che arriva ci si rende conto della forza e della presenza del crimine nel territorio. La ‘ndrangheta vuole continuare a dominare il territorio dove è radicata e continua a muovere spavalda la propria forza economica e a limitare la libertà degli altri”.
Per esempio, anche il diritto di esercitare un’attivita’ economica – “diritto riconosciuto dalla stessa Costituzione” – e’ fortemente condizionato in zone di territorio dove non si e’ liberi di essere impresa. Cafiero De Raho ha anche rilevato che qualunque fatto violento significa far si’ che si accendano ancor piu’ i riflettori dello Stato, e questo la ‘ndrangheta non lo vuole perche’ significa maggiori rischi di essere individuati. “La strategia basata sulle stragi, come e’ stato nel passato, ha portato alla distruzione dei capiclan di una volta. E la ‘ndrangheta questo l’ha capito e non e’ mai stata d’accordo con quella strategia”.
Per Cafiero De Raho “è necessario che anche al nord sappiano che occorre denunciare e non chiudersi nell’isolamento. Iniziative come questa – ha detto riferendosi alla nuova campagna del Tgr – danno la consapevolezza che non bisogna subire ma reagire. Occorre proporre modelli sani, la politica deve avere riferimenti sani al suo interno”.





