di Stefano Perri – Lo svincolo della Salerno – Reggio Calabria doveva passare da lì. Perché a deciderlo erano stati i Piromalli. Le carte dell’inchiesta Arca parlano chiaro. Gioacchino Piromalli pretendeva che lo svincolo passasse proprio davanti al parco commerciale Annunziata. Secondo gli inquirenti anche questo è un chiaro segnale di interesse da parte del clan negli affari dell’imprenditore Alfonso Annunziata, arrestato oggi nell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza sotto la direzione della Dda reggina.
Il progetto prevedeva inizialmente un sottopasso dello svincolo autostradale. Un’ipotesi che avrebbe in qualche modo danneggiato l’attività commerciale di Annunziata. Serviva dunque una variante al progetto esecutivo, già approvato nella conferenza dei servizi. Una variante costata, rispetto al progetto originario, quasi 6,5 milioni di euro. Una parte di essi, superiore ai 2 milioni, per i lavori da integrare ed una seconda parte, per i nuovi terreni da espropriare. Secondo gli inquirenti la modifica progettuale è stata ottenuta proprio grazie all’interessamento di Gioacchino Piromalli, che aveva addirittura preteso di ridisegnare lo svincolo secondo gli interessi a lui più congeniali.
Dopo l’applicazione della variante, i Piromalli si impegnarono a difenderla. In particolare – secondo quanto accertato dagli inquirenti – dall’intervento di altre due cosche, quella dei Crea e dei Rugolo, che pretendevano un’ulteriore modifica progettuale, finalizzata anche questa a favorire un’altra attività commerciale posizionata a qualche centinaio di metri dal parco Annunziata.
La circostanza è ricostruita nell’odierna indagine condotta dalla Dda reggina che ha portato alla sbarra l’imprenditore Alfonso Annunziata insieme ad altri sodali. A parlarne della questione sono le due figlie di Alfonso Annunziata, Valeria e Rosa Anna. In una conversazione intercettata dalla Guardia di Finanza le due sorelle commentano l’intervento di soggetti terzi. ”Pretendevano che si spostasse l’autostrada” si dicono. Si, anche loro ”volevano spostarsi l’autostrada”.





