di Stefano Perri – L’Annunziata era cosa loro. E non avevano nessuna intenzione di spartire quei capannoni. Neanche con i ”parenti” Molè. Neanche se una delle strutture era stata promessa da un accordo tra i vecchi capibastone dei clan. Un affare milionario che i Piromalli non volevano assolutamente mollare. Tanto da mettere in crisi la storica alleanza che da più di cento anni aveva consentito alle due famiglie di comandare sulla piana di Gioia Tauro.
La costruzione dei capannoni del parco Annunziata, adiacenti allo svincolo autostradale di Gioia, è la goccia che fa traboccare il vaso, determinando – secondo il racconto degli inquirenti – la rottura del sodalizio tra due delle famiglie della più alta nobiltà mafiosa del mandamento tirrenico.
Una vicenda che viene fuori anche dall’inchiesta ”Cento anni di storia” che prende il nome appunto dalla durata dell’antico sodalizio tra i Piromalli e i Molè. Al centro della ricostruzione degli investigatori c’è il rifiuto, da parte dei Piromalli, nel concedere ai ”parenti” Molè la spartizione dell’importante investimento economico sull’aera dell’Annunziata.
A fianco all’iniziale struttura costruita dall’imprenditore Alfonso Annunziata, sui terreni acquisiti dal barone Musco, sarebbero infatti dovuti sorgere altri tre capannoni. Uno di essi, secondo un accordo tra i vecchi capi delle cosche, era stato promesso ai Molè. Un accordo non rispettato che di fatto determina la rottura dei due clan storicamente alleati. Versione, quest’ultima, confermata anche dal racconto di alcuni pentiti.
”Per succedere una cosa non ci vuole niente. Quando succede una scintilla in una casa in una famiglia può avvenire la distruzione. E siamo tutti perdenti. Sia quello che fa, sia quello che reagisce. Se c’è intelligenza non si deve arrivare a certe cose”. A parlare è Girolamo Molè. Le sue ”lagnanze” sono dovute proprio al mancato rispetto degli accordi presi in precedenza. M la rottura arriverà presto, l’1 febbraio del 2008 quando viene assassinato Rocco Molè, proprio il giorno del compleanno di Girolamo.
Ma intanto i Piromalli hanno già deciso di non mollare l’osso. I capannoni all’Annunziata sono una loro prerogativa personale, che non vogliono spartire con nessuno. E secondo gli investigatori il motivo di questa vantata supremazia sta proprio nel sodalizio che lega la cosca all’imprenditore Alfonso Annunziata. Un’alleanza – scrivono gli inquirenti – nasce, cresce e si fortifica nell’arco temporale di oltre vent’anni e che porterà all’escalation imprenditoriale di Girolamo Annunziata, titolare di un vero e proprio impero commerciale, costruito sotto la protezione dei Piromalli.





