
di Claudio Labate – “Bene, è la prima persona che non mi chiede soldi”. Il Prefetto Vincenzo Panico, si fa sfuggire anche un sorriso, mentre
pronuncia questa frase. Un sorriso forse amaro, ma che va interpretato nel senso di stemperare la tensione, a tratti invisibile, in città. L’occasione informale è fornita dalla riunione svoltasi questa mattina in Prefettura, tra l’inquilino del Palazzo del Governo, i vertici delle forze dell’ordine, il presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, e appunto Vincenzo Panico. Tutti insieme appassionatamente al bar più istituzionale di piazza Italia, per un caffè rigeneratore. Quando si accinge a raggiungere Palazzo San Giorgio, distante soltanto una ventina di metri, non si trova il codazzo di cineoperatori e giornalisti affamati di notizie. Che vengono somministrate sempre più col contagocce. Nel breve tragitto lo scorta il decano dei vigili urbani di Palazzo San Giorgio. Anche perché il Prefetto Panico non si nega a nessuno. Dall’altra parte della strada un gruppetto di operatori della Leonia, in trepidante attesa di buone nuove rispetto al pagamento degli stipendi, chiede informale udienza. Panico si avvicina, cerca di rinfrancare i suoi interlocutori. Dice di stare facendo il possibile, e di attendere una risposta entro la mattinata di domani. Si congeda dopo un breve colloquio. Pochi metri più avanti viene fermato da un altro cittadino che espone la sua problematica. Panico si ferma anche con lui. Dapprima mostrando il lato severo della carica istituzionale cucitagli addosso, dopo provando ad essere ottimista anche con il reggino “qualunque”.
A questo punto percorriamo gli ultimi metri che lo dividono da Palazzo San Giorgio insieme a lui. Panico non si nega neanche ai microfoni di Strill.it.
Certo, non concede più di qualche minuto. Non approfondisce la situazione. Ma gesticola. Mette le mani ai capelli, accompagnandole con un sorriso, quando gli domandiamo come prosegue il lavoro della Terna commissariale dicendo “Stiamo lavorando giorno e notte, credo ve ne stiate accorgendo dagli atti che giornalmente stiamo pubblicando”. Come non dargli atto. Chiediamo anche quando ha intenzione di incontrare la stampa in quello che sarà il suo vero esordio davanti all’opinione pubblica e quindi alla città. Ci pensa un po’ su, poi ringrazia Strill e più in generale la stampa locale “per aver compreso il momento difficile”, e per aver dimostrato di saper aspettare…
L’argomento principe rimane però la duplice scadenza che la Terna si trova davanti. Il Bilancio di previsione 2012 e la decisione contestuale delle aliquote da applicare al saldo dell’Imu. Proviamo a forzare la mano. Chiediamo qualche dettaglio in più e soprattutto se crede di poter rispettare la scadenza del 31 ottobre. Anche in questo caso sul viso di Panico spunta un sorriso: “Guardi, per adesso siamo concentrati sul Bilancio. In ogni caso venti giorni in più non cambierebbero la situazione”. Quasi a ricordare che la condizione della città di Reggio, commissariata da poco meno di un mese, consentirebbe un ritardo (a questo punto da considerare fisiologico) rispetto a quelle scadenze. “Stiamo lavorando – ripete quasi ossessivamente – vi faremo sapere al più presto”.
Noi aspettiamo, la città aspetta. Sperando che non sia una nuova e ulteriore batosta.




