Il giorno 13 Febbraio alle 16:00 circa, un gruppo di migranti, trasferitosi secondo la prassi burocratica ad Aprigliano, col fine di essere riaccolti nella nostra comunità, hanno barbaramente assalito l’abitazione di Mimma Laffusa, presidente dell’Associazione “Don Vincenzo Matrangolo”.
Nella seduta del consiglio comunale del 14 Febbraio, i sottoscritti hanno espresso doverosa solidarietà verso il presidente Avv. Mimma Laffusa e ,inoltre, hanno chiesto al sindaco Gennaro Capparelli e al vicesindaco Giovanni Manoccio di addurre le cause che hanno spinto al violento atto e i provvedimenti presi a riguardo. Poche, ma significative le parole dell’Assessore all’Immigrazione e alle Politiche Sociali, Giovanni Manoccio, il quale, col suo solito tono romanzesco, ha dichiarato che i suddetti rifugiati, non avendo retto le difficili condizioni in cui verte la struttura di Aprigliano ed essendo stati benissimo nella nostra piccola comunità, hanno comunicato il loro ritorno e la loro volontà di stanziarsi nelle abitazioni occupate in precedenza. Durante la discussione, sia il Sindaco che il Vicesindaco, hanno sostenuto che non ci fossero gli estremi per un arresto e che hanno provveduto ad attuare tutto quello che fosse possibile: si sono prestati a procurare, in poche ore, un posto letto da destinare ai richiedenti asilo, ad accompagnarli il giorno seguente a Sant’Agata d’Esaro e Cerzeto ove avrebbero trovato nuova accoglienza e a far visita all’Avv. Laffusa.
Giovanni Manoccio ha affermato, anche, di ridimensionare il progetto SPRAR, ritornando all’idea originaria, caratterizzata dall’accoglienza di famiglie con figli in età scolare e di avvalersi di personale qualificato e competente come psicologi, educatori e sociologi.
In uno dei tanti articoli di giornale pubblicati in questi giorni si legge, addirittura, che la Presidente Laffusa, essendo stata avvertita del rientro di questi 10 ragazzi avrebbe chiuso la sede, sigillato le case e negato spiegazioni, richiedendo l’immediata presenza delle Forze Dell’Ordine.
Alla luce di quanto detto sopra, vorremmo condurre i cittadini di Acquaformosa a una profonda riflessione, lanciando i seguenti interrogativi :
1. Perché la Presidente Laffusa, impegnata ormai da tempo nel sociale, avrebbe pensato che fosse giusto agire in tal modo? Non crediamo provasse piacere a subire un gravissimo danno alla sua abitazione o nel vedere sua madre terrorizzata!
2. Perché avrebbe dovuto negare spiegazioni ai richiedenti asilo se ogni giorno si reca, ( come tanti altri ragazzi), sul posto di lavoro e impiega il suo tempo a migliorare la permanenza dei Beneficiari nel nostro paese, attendendo una retribuzione che avviene una volta ogni 12 mesi?
3. Perché persone molto vicine a lei affermano con determinazione che la Presidente abbia subito minacce?
4. Perché assumere personale competente dopo 4 anni dall’apertura del progetto? E soprattutto perché avvalersi di operatori qualificati se ad Acquaformosa si sta talmente bene da spingere i migranti a rientrare?
5. Nel caso in cui Mimma Laffusa dovesse dare le dimissioni da Presidente, quale tra le consorti o tra l’ampio parentato amministrativo prenderà il suo posto?
6. Se fosse vero che il centro di accoglienza di Aprigliano abbia le sembianze di “ un lager” (definito così dal vicesindaco Manoccio) e abbia costretto alla fuga alcuni di loro, perchè tra la mischia vi era presente anche qualcuno che era stato accolto a Cerzeto?
7. È eticamente pensabile che un’amministrazione non condanni atti di violenza come questo e come quello avvenuto la scorsa estate? Forse non dovrebbero essere gli amministratori i garanti della salvaguardia dei principi su cui si fonda una società civile?
8. Anche questa volta verremo accusati di razzismo come è successo in pieno consiglio comunale e, come già accaduto la scorsa estate per aver richiesto una maggior sicurezza e tutela per i nostri cittadini, dopo una violenta rissa tra beneficiari, nella via principale del nostro paese?
Noi condanniamo il turpe, vile e barbaro atto di violenza ai danni dell’avv. Laffusa, a prescindere dal colore della pelle di chi lo commette. In qualità di Consiglieri e in rappresentanza dei cittadini della nostra comunità esprimiamo, ancora una volta, profonda solidarietà verso la presidente dell’ Associazione Don Vincenzo Matrangolo.
Alleghiamo alla presente, l’interrogazione presentata al sindaco Gennaro Capparelli e all’assessore alle politiche sociali Giovanni Manoccio. In seguito, renderemo pubblica la risposta ricevuta.
I Consiglieri di Minoranza
Antonia Capparelli
Pasquale De Sue





