Il ”Centro Cuore”, la nuova pietra dello scandalo per gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Eppure da anni tutti sapevano. Il reparto era finito e collaudato. E mai entrato in funzione.
La Guardia di Finanza di Reggio Calabria, Sezione Tutela Spesa Pubblica, ha deciso di vederci chiaro. Una settimana fa la segnalazione alla Corte dei Conti di sei funzionari pubblici sui quali, adesso dovranno essere accertate eventuali responsabilità sul danno erariale.
Complessivamente l’appalto per la realizzazione delle infrastrutture, comprensive di arredi e, soprattutto, per la fornitura di avanzate e costose apparecchiature biomedicali, acquistate mediante la stipula di un contratto di locazione finanziaria, è costato alla sanità calabrese qualcosa come 18 milioni di euro. Cifra non certo di poco conto considerando i tempi di vacche magre per il piano di rientro sanitario.
Una spesa che i calabresi pagheranno ancora per un po’, considerando il leasing acceso, da 18 rate per oltre mezzo milione ciascuna.
Eppure in Calabria si continua ad emigrare per curarsi, facendo lievitare ulteriormente le spese per i rimborsi alla sanità regionale. Qualcosa non va. Anzi quasi tutto non va. Se ne sono accorti gli uomini delle Fiamme Gialle (Leggi qui la notizia del blitz agli Ospedali Riuniti). Ora la palla passa alla Corte dei Conti che continuerà l’indagine. Ed alla Procura di Reggio Calabria alla quale i Finanzieri hanno trasmesso l’informativa.
(StePer)





