di Stefano Perri – La questione Imu sui terreni agricoli torna all’ordine del giorno in Consiglio Comunale a Reggio Calabria. Nella seduta odierna l’assise consiliare cittadina ha approvato un ordine del giorno che di fatto impegna il Sindaco e la Giunta a proseguire ”il percorso già avviato ed in fase di esecuzione, già disposto dal Consiglio Comunale all’interno delle linee programmatiche” rispetto alla sospensione dei pagamenti Imu per l’annualità 2014, all’eliminazione del relativo articolo nel Decreto legge del Governo ed all’attivazione, di fronte al Governo, di un tavolo di concertazione con enti locali, imprese, associazioni di rappresentanza,
Quella dell’Imu sui terreni agricoli è una questione che in città tiene banco ormai da qualche mese. In particolare il pomo della discordia, con il Governo è la classificazione del Comune di Reggio Calabria, che di fatto fa scattare il pagamento della tassa municipale. I criteri Sul punto ha relazionato in Consiglio l’Assessore al Bilancio Armando Neri, ricordando che ”l’ordine del giorno presentato dalla minoranza e di fatto condiviso anche dal centrosinistra, è in realtà un’integrazione su linee programmatiche già assunte, con l’obiettivo di non far gravare un imposta che pesa ingiustamente sulle tasche dei contribuenti, già fortemente segnate dal piano di rientro”.
”Chiediamo dunque un intervento normativo al Governo – ha dichiarato Neri – perché da parte nostra è già stato fatto tutto ciò che era nelle nostre facoltà”.
Il nuovo ordine del giorno in ogni caso promuove l’avvio dell’iter per un disegno di legge ”che riconosca l’importanza della ricomposizione fondiaria, aggiornando il catasto, sull’esempio di quanto fatto in altri paesi Ue”, nonché la ”valorizzazione tramite appositi provvedimenti dell’attività agricola e la gestione forestale attiva”, il ripristino del fondo di solidarietà comunale e l’attivazione di un tavolo tecnico con la Regione per ”assicurare un’azione congiunta sul decreto del Governo”.
Ecco la De.C.O.
Si chiama Denominazione Comunale d’Origine. Uno strumento utilizzato per disciplinare l’attribuzione del marchio ai prodotti agricoli, agroalimentari e artigianali più qualificanti per il territorio reggino. Una sorta di ”albo dei prodotti identitari”, ovvero i prodotti tipici che costituiscono il ”Paniere” dell’offerta prodotta nel comprensorio comunale.
Un’azione di marketing territoriale che secondo la maggioranza servirà a promuovere, nel mondo, in maniera più incisiva, i prodotti del territorio reggino, tutelandoli sia dal rischio di estinzione che dall’imitazione extracomunale. Una sorta di brand ”made in Reggio Calabria” al quale saranno iscritti i prodotti più qualificanti per il territorio.
La misura, introdotta in aula dal consigliere Demetrio Martino, non ha però convinto i consiglieri di opposizione che, escludendo i rappresentanti di Forza Italia che hanno votato a favore, hanno espresso diverse perplessità a riguardo. ”Non è altro che un’autocertificazione del produttore – ha spiegato in aula Lucio Dattola – e per vendere in ambito internazionale c’è bisogno di certificazioni riconosciute. Peraltro nei casi in cui è stato adottato l’elenco DeCo non si sono ottenuti i risultati sperati”. D’accordo con lui anche Pasquale Imbalzano del Nuovo Centro Destra, per il quale ”il marchio DeCO non è affatto all’altezza degli scopi per i quali è proposto. Tra l’altro – ha aggiunto Imbalzano – la Giunta comunale nel 2003 aveva già deliberato l’istituzione di un registro dei prodotti tipici reggini. Scelta alla quale però non è stato dato alcun seguito e che di fatto non ha prodotto risultati. Anzi in questo modo si rischia di creare meccanismi di subdolo campanilismo. Ciò che è importante sarebbe l’adesione al Distretto agroalimentare, che porterebbe si dei benefici alle produzioni del territorio”.
Ma le eccezioni dell’opposizione non si fermano solo al merito della questione. A far discutere è l’ipotesi, prevista nel regolamento, della presenza del Sindaco, o più verosimilmente di un suo delegato, all’interno della commissione di valutazione dei prodotti tipici da inserire nello speciale registro. Scelta sbagliata, o comunque limitativa, per l’opposizione, che ha chiesto l’inserimento di un suo rappresentante all’interno della commissione di valutazione. Proposta rispedita al mittente, ”il Sindaco rappresenta già tutta la città” ha ribattuto il consigliere Paolo Brunetti, motivando le ragioni delle scelte sul nuovo regolamento, di fatto poi approvato a maggioranza dal Consiglio.
Confini e debiti
Sempre nella seduta odierna il Consiglio ha provveduto ad approvare, anche qui a maggioranza, una delibera per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio per la manutenzione straordinaria agli acquedotti comunali e la rimodulazione dei confini con le ditte limitrofe all’area del Centro Direzionale.
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