Erano complessivamente 26 gli indagati nell’inchiesta ”Acqua Sporca” partita nel 2010 coordinata dal Procuratore capo di Vibo Valentia Mario Spagnuolo e dal sostituto Michele Sirgiovanni e condotta sul campo dai militari del Nas di Catanzaro, del Reparto Operativo di Vibo e del Corpo forestale dello Stato. Per 16 degli indagati è scattata la richiesta di rinvio a giudizio.
Nell’inchiesta, conclusa nel 2012, tra gli indagati nomi eccellenti a cominciare dall’allora presidente della Sorical, oggi Sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, fino al primo cittadino di Vibo Nicola D’Agostino e al suo predecessore Franco Sammarco. Coinvolte anche i vertici di Sorical e Arpacal e le due aziende sanitari di Vibo e Catanzaro, nonché il dirigente dell’unità operativa igiene della nutrizione dell’Azienda vibonese.
L’indagine nasceva da una serie di segnalazioni su anomalie nel colore dell’acqua che usciva dai rubinetti che portarono la Procura vibonese a sequestrare il serbatoio in località ”Tiro a segno”. Da lì le rilevazioni, allargate più a monte, arrivarono a mettere le mani sull’invaso dell’Alaco. Il sospetto, più che fondato, era che l’ ”acqua sporca” che dava il nome all’inchiesta partiva proprio dalla struttura gestita da Sorical.
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