di Giuseppe Baldessarro – “Non sono un politico di professione e, spero, di non diventarlo mai”. Si dimetterà domani mattina Maria Carmela Lanzetta, il ministro agli Affari regionali del governo Renzi ha deciso di accettare la carica di assessore regionale che il governatore Mario Oliverio le ha offerto stamattina nel corso di una lunga telefonata. Nessuna polemica con i vertici nazionali del partito, nessuna neppure con il premier. Non è nel suo stile, ma è chiaro che accanto all’entusiasmo per la nuova sfida che gli è stata proposta, c’è una punta di amarezza per come sono andate le cose. Il problema non è nuovo ruolo che le è stato assegnato, quanto il metodo piuttosto sbrigativo utilizzato da Roma e che Oliverio ha subito passivamente.
“Ho sempre lavorato con passione e con spirito di servizio per il mio Paese, da Sindaco per Monasterace e la Calabria e da Ministro per l’Italia”, dice la Lanzetta. Poi aggiunge: “Purtroppo sono molto delusa per quanto riguarda gli organi di informazione, a quanto pare più impegnati nel gossip di bassa lega, che a rendere veramente un servizio informativo, soprattutto nel momento in cui si sono sempre disinteressati dell’opera svolta dal mio Ministero, spesso disconoscendo le importanti funzioni da esso svolte”. E’ una stoccata, non ci sono dubbi. Si rivolge ai media, ma il messaggio è chiaro. Qualcuno ha guardato più all’apparenza che alla sostanza del lavoro svolto al Ministero degli Affari regionali. Maria Carmela Lanzetta ha sempre tenuto un profilo basso. Volutamente. Niente Tv, nessuna conferenza stampa, niente proclami. Solo lavoro. Che può più o meno piacere, ma che è stato fatto come testimoniano le tante vertenze calabresi che l’hanno vista impegnata in questi lunghi mesi.
Poche ore fa, in viaggio verso Roma ha voluto soltanto sottolineare come abbia avuto “la fortuna e il privilegio di diventare Ministro, diventando un punto di riferimento per gli amministratori italiani, con l’opportunità di conoscere da vicino tutte le vere problematiche italiane”. Il tono della voce è infastidito e se da una parte è “felice di tornare in Calabria” dall’altra evita volutamente qualunque polemica. Poi, poche parole per chiudere l’argomento: “Ringrazio i presidenti Renzi e Oliverio per avermi dato la possibilità di mettere a disposizione della Calabria la mia esperienza e la mia passione Politica”.






