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Reggio – Soprintendente risponde ad assessore Marcianò: “Sul lido le sfugge qualcosa”

23 Gennaio 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Marcianò

Di seguito la nota diffusa dalla Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici, Avv. Margherita Eichberg, in risposta a quanto dichiarato
dall’ assessore comunale Angela Marcianò (Leggi qui) – In data 21 gennaio u.s. è stato pubblicato sul Vostro sito un articolo dal titolo “Reggio, Cantieri fermi – Marcianò non ci sta. “Nessun danno alla collettività” nel quale l’Assessore ai LL.PP. del Comune, d.ssa Marcianò, risponde ai rilievi formulati dal segretario FILCA CISL Nino Botta in merito alle cause del mancato avvio di alcuni cantieri. Senza entrare nel merito dei rilievi formulati dal Dirigente Sindacale, corre l’obbligo fornire alcune precisazioni relativamente al Progetto di recupero dell’Area Urbana del Lido Comunale. L’Assessore definisce “articolate” le vicende che, a partire dall’ottobre 2012, hanno visto protagonisti questa Soprintendenza e l’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria. Questa affermazione lascerebbe intendere che la D.ssa Marcianò abbia attentamente vagliato la documentazione relativa a detto procedimento agli atti del Settore comunale di riferimento. Spiace rilevare però che sfuggono alcuni passaggi fondamentali ad inquadrare la problematica.
Innanzitutto va evidenziato che il progetto preliminare in questione,posto a base della gara d’appalto per l’affidamento dei successivi livelli di progettazione e dell’esecuzione dei lavori, è stato esaminato in seno al Tavolo Tecnico voluto dal Prefetto Panico nell’ottobre 2012. In occasione delle attività di detto tavolo, costituito dal Comune, da questa Soprintendenza e dall’Amministrazione Provinciale, questa Soprintendenza consapevole del valore paesaggistico del complesso balneare, tradizionalmente associato al nome di Nervi, e fortemente legato alla morfologia dei luoghi, ha prescritto il mantenimento della struttura esistente e la garanzia della continuità paesaggistica delle nuove opere con quelle presenti. Ha altresì specificato che eventuali demolizioni avrebbero potuto interessare esclusivamente le superfetazioni e gli elementi dequalificanti e, quindi, non pressoché l’intero stabilimento balneare esistente. Va al riguardo rilevato che detta prescrizione, condivisi dal Comune e dalla Provincia di Reggio Calabria è stata recepita nel Disciplinare di Gara quali regole tassative da rispettare per tutti i concorrenti. Nell’ottobre 2013, a seguito dell’espletamento della gara d’appalto, in occasione della prima seduta di Conferenza dei servizi indetta per l’acquisizione dei nulla-osta e dei pareri necessari, questo Ufficio ha avuto modo di rilevare che il progetto definitivo aggiudicato prevede la demolizione integrale del complesso delle cabine, in palese contrasto quindi con quanto concordato in occasione dell’esame preliminare in seno al citato Tavolo Tecnico e successivamente recepito dal Disciplinare di Gara.
Nel frattempo, a dicembre dello stesso anno (2013) è pervenuta a questo Ufficio l’istanza di riconoscimento del diritto di autore da parte dell’Ing. Giuseppe La Face, co-autore negli anni Sessanta del progetto esecutivo del Lido Comunale, redatto dallo studio La Face–Ziparo sulla base del preliminare elaborato dall’ing.P.Nervi. E’ seguita la necessaria sospensione del parere da parte del Direttore Regionale arch. F.Prosperetti in attesa delle valutazioni sull’istanza dell’ing. La Face del Comitato Tecnico Scientifico per la Qualità Architettonica e Urbana del MiBACT.
La procedura di riconoscimento del diritto d’autore ai sensi del L. 633/41 si è conclusa con esito positivo in data 01.04.2014 con l’emissione da parte del MiBACT del D.M. 01.04.2014.
Ricevuta la notifica del suddetto decreto, il Comune invece di prendere atto dell’avvenuto riconoscimento del carattere storico-artistico di un’importante ambito della città, il Lido comunale, ha ritenuto di impugnare davanti al TAR il provvedimento di tutela. Il ricorso è stato poi ritirato dallo stesso Comune a seguito di un grossolano difetto di notifica da parte dell’Avvocatura Civica che ne ha vanificato gli effetti.
Come se non bastasse, fallita l’impugnazione davanti al TAR, il Comune ha promosso ricorso straordinario al Capo dello Stato avverso il medesimo provvedimento di tutela.
Solo lo scorso dicembre il Comune ha convocato una nuova seduta di conferenza dei servizi per l’acquisizione dei pareri definiti sul progetto aggiudicato.Bisognerebbe interrogarsi come mai solo ora si sente l’esigenza di “valutare le possibili azioni da intraprendere a salvaguardia del finanziamento dell’opera” interpellando l’Avvocatura Civica, la stessa che, ad avviso di questo Ufficio, avrebbe potuto fornire il proprio supporto alla Commissione Straordinaria già nell’aprile dello scorso anno nelle valutazioni di cui sopra piuttosto che istruire ricorsi dagli esiti incerti.
Va chiarito inoltre che se è vero “che il riconoscimento del diritto d’autore ed il conseguente valore artistico dell’opera dichiarato dal ministero, intervenuto a procedura di gara già in atto”, è altrettanto verificato che l’esigenza della conservazione del complesso balneare esistente era stata prescritta fin dalla fase di valutazione del progetto preliminare e recepita dal Disciplinare di gara quale prescrizione da rispettare da parte di tutti i concorrenti nella redazione dei progetti.
Nessun “aggravio del procedimento”, quindi, determinato dal riconoscimento del diritto d’autore, ma semmai un’ulteriore autorevole conferma della valutazione espressa dalla Soprintendenza e dalla Direzione Regionale sul valore culturale del Lido Comunale.
Non può che condividersi, a tal proposito, l’intento della D.ssa Marcianò di assicurare una “condotta amministrativa orientata al rispetto delle norme di legge nonché al risparmio di preziose risorse economiche che potrebbero essere depauperate a causa di lunghi contenziosi” . Rispetto delle norme che va garantito tanto alle norme di tutela del patrimonio culturale della città quanto a quelle che regolano gli Appalti Pubblici, e in particolar modo gli affidamenti con la formula dell’appalto integrato.

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