di Cristina Marra – Su un muro di via Resuttana a Palermo è scritta la frase “noi eravamo infinito, adesso siamo passato”. Da quelle parole riferite ad una città che nel 2004 ha confidato nel riscatto culturale e civile anche con la promozione della squadra di calcio in serie A, prende avvio un lungo racconto diviso in dodici episodi scritto da altrettanti autori che raccontano la loro Palermo dal cuore rosanero e dall’anima nera nell’arco di un anno. Questo è “Palermo Criminale” (Laurana, pag. 273, euro 16,50) a cura di Antonio Pagliaro, un romanzo collettivo in cui nella città dai mille volti e dai tanti crimini la mafia fa solo da sfondo. Palermo criminale diventa un racconto corale in cui emergono le perferie e anche le bellezze e in cui i crimini sono sparizioni, incidenti stradali, serial killer. La morte ricorre più volte nei racconti e viene fuori il lato criminale che traspare nella quotidianità e allora sono tanti i personaggi tratteggiati e descritti dagli autori, dai commercianti, poliziotti, fino ad un sacrestano che rispecchiano e rappresentano i diversi quartieri cittadini





