Sulle punte del bronzo, nella ritmica morbida della materia, Michele Zappino plasma meditazioni cariche di silenzi. È il segreto della scultura. Un mutismo visibile offre armonie traboccanti di emozioni. Mentre prosegue una notevole e quarantennale attività didattica come professore presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, sorgono lavori destinati a rendere omaggio ai principali aspetti della vita. Una serie di sculture esalta l’ampio e complesso tema della maternità. Immersa in una morbida classicità, la madre protegge la sua creatura, che crescendo diventa una splendida ballerina. Il ballo, estrapolato da Degas, spalanca nello spazio passi precisi di eleganti gambe. Subentra Il tema del corpo nella sua piena nudità. Forme slanciate verso l’alto alleggeriscono la densità del bronzo. Sdraiate, tiepide coppie di amanti sorgono dolcemente dalla materia, mentre nudi scolpiti nel marmo, lasciano intravedere la classicità della bellezza pronta nel dialogare con un gruppo di tre dorsi maschili e due femminili. Dal cavallo all’elefante, dal gatto alla civetta, Zappino scolpisce e celebra pazientemente il mondo animale. Non lontana dalla sensibilità plastica di Giacomo Manzù e dall’impressionismo di Auguste Rodin, l’indagine di Zappino prosegue con varie scene che espongono mestieri collegati alla vita quotidiana. La sua produzione artistica include temi sacri come la Crocefissione, la Resurrezione e la rivisitazione di numerosi Santi. Da non dimenticare la sua imponente presenza all’Expo Universale 2014 di Milano, nel padiglione Italia.
La Mostra antologica dello scultore Michele Zappino proseguirà sino al 13 gennaio 2015.
Galleria Arte Spazio





