Il dirigente scolastico del Liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria rende noto alla cittadinanza che nei locali del Museo della fisica del prestigioso liceo, sino a marzo, con la gentile concessione del dott. Pietro Milasi, Presidente del Consiglio di Ecolandia, sarà ospitata la macchina “Draga cavafango”, fedele riproduzione a grandezza naturale del progetto contenuto nei codici leonardeschi. Partendo da codici, scritti e disegni in forma di appunti, che il maestro ha compilato nel corso della sua vita, la genialità di Leonardo da Vinci ha preso forma in una serie di modelli, o meglio, vere e proprie macchine funzionanti di grandi dimensioni, costruite con procedimenti speciali per resistere alle sollecitazioni. Le Macchine di Leonardo continuano, dopo secol,i a mantenere intatto il loro fascino e il loro mistero. I disegni dal grande artista rinascimentale, infatti, sono pieni di schizzi dei particolari marchingegni che Leonardo progettava, strumenti che concepiti nel XV secolo, spesso hanno anticipato le moderne invenzioni.
La macchina “Draga cavafango”, che fa parte di una più completa Mostra delle “Macchine di Leonardo” attualmente in esposizione nel suggestivo scenario del Forte Gullì, all’interno del Parco Ecolandia, sarà aperta al pubblico, nei locali del liceo, tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 12, il martedì ed il giovedì dalle ore 15 alle ore 17. Per chiedere una visita guidata del museo della fisica e per meglio approfondire il funzionamento della macchina ivi presente, prenotarsi alla seguente mail:xxmajorana@gmail.com; gli studenti, i membri ed il direttore del laboratorio di fisica saranno lieti di far percorrere ai visitatori un affascinante viaggio storico-scientifico-culturale ricco di emozioni.
Il modello “Draga cavafango” rappresenta una draga posta tra due imbarcazioni, è formata da un tamburo cilindrico su cui sono montati quattro bracci terminanti con pale draganti. Sulle pale c’è anche un piccolo scivolo. Il tamburo termina ai lati con due ruote dentate che ingranano due ruote più piccole con manovella. Tra le due imbarcazioni c’è una terza barca indipendente, che nel centro ha una cassa di raccolta del materiale.
Questo modello è un interpretazione di studio di una draga per pulire i fondali di canali o di conche lacustri. La conformazione delle casse di questa draga consente la caduta di fango o pietre in una zattera ormeggiata fra le due barche. La profondità dell’escavazione è regolata dallo scorrimento in verticale del tamburo al quale erano fissate le quattro pale. Interessante l’avanzamento della draga a mezzo del cavo di ormeggio: mentre la ruota gira a cavar fango, una corda legata alla riva si avvolge intorno all’asse del tamburo spostando la zona di escavazione.
Pezzo pregiato, di alto valore artigianale la macchina consente di cogliere l’eco dei passi del Maestro lungo i secoli…




