Avrebbe abusato sessualmente della figlia di soli 9 anni dall’agosto del 2002 al marzo del 2005. È stato condannato dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria per violenza sessuale a 8 anni e 6 mesi di carcere Paolo Carmelo Cozzucoli. professore ordinario di statistica presso la facoltà di scienze politiche dell’Unical, Cozzucoli era finito dietro le sbarre su ordine del gip di Reggio Calabria, successivamente fu scarcerato. I fatti contestati infatti hanno come luogo di commissione sia Rende, dove il professore risiedeva, sia Reggio Calabria. L’imputato era originario della città dello Stretto e i presunti abusi sarebbero avvenuti in casa dei suoi genitori. Avrebbe abusato quindi della propria figlia anche quando la portava in visita dai nonni. Le presunte violenze sarebbero avvenute in seguito alla crisi coniugali che Cozzupoli aveva attraversato con la moglie, professoressa anche lei all’Unical. Una separazione apparentemente normale e civile, ma un giorno la bambina alla madre fa una confessione, la sua confessione. È il due aprile del 2005 madre e figlia sono in un albergo a Lecce. È un giorno particolare perché è morto Giovanni Paolo II quindi tutti i mezzi di informazione, soprattutto televisivi, sono interessati a parlare dell’argomento. Stando alle carte processuali la piccola vede una trasmissione in cui scorrevano delle immagini su un viaggio in Brasile effettuato dal Santo Padre. In questo documentario si faceva rifermento ad un discorso del Papa in cui veniva affrontato l’argomento degli abusi sui minori. Ed ecco che la bambina inizia a dire tutto. La madre capisce subito che c’è qualcosa di strano perché la figlia le stava dicendo che quando andava a casa dei nonni il padre le faceva la doccia. Iniziano domande, approfondimenti, la vita di questa famiglia va in pezzi in pochi istanti. La piccola non parla solo della doccia, ma di baci e carezze ”strane”. La donna fa una denuncia ai Carabinieri; gli atti da Cosenza vengono trasmessi a Reggio Calabria poiché i primi abusi sarebbero stati perpetrati quando la piccola andava a trovare i nonni. Inizia un lunghissimo dibattimento in cui il pm Giovanni Musarò ha dimostrato che non si trattava solo di baci e carezze, ma di altro. Un gioco erotico dai particolari inenarrabili. Il Tribunale condanna Cozzucoli a 8 anni e 6 mesi è la condanna, conferma piena in Appello. Una volta giunto in Cassazione viene però messa in discussione la credibilità della bambina e per questo viene disposto un nuovo giudizio di secondo grado. Nel corso del nuovo Appello, la Corte decide di far testimoniare la bambina, anzi la ragazza, assistita dal legale Gianluca Bilotta, poichè frattempo è diventata maggiorenne. In aula conferma tutte le violenza subite presumibilmente dal padre. Da qui la nuova condanna in Appello a 8 anni e 6 mesi per l’imputato Cozzucoli. (A.P.)





