di Angela Panzera – Disposto il processo per tutti. E’ terminata poco fa l’udienza preliminare a carico di Demetrio Naccari Carlizzi, ex consigliere regionale del partito democratico, e la moglie Valeria Falcomatà . Pochi minuti fa il gup Barbara Bennato li ha rinviati a giudizio disponendo l’inizio del dibattimento per il 20 gennaio. Avvalorato quindi, almeno in questa fase, l’impianto accusatorio sostenuto dal pm reggino Mauro Tenaglia che ha chiesto il rinvio a giudizio nei loro confronti ma anche per gli altri indagati ossia Domenico Mannino,Paolo Vazzana, Igino Aldo Postorino, Giuseppe Crisalli,Giuseppa Caserta. Stralciata invece la posizione di Antonino Bonura, per un difetto di notifica. Per lui l’udienza è stata aggiornata al prossimo 9 dicembre. Al centro delle indagini della magistratura c’è il concorso pubblico bandito dall’azienda sanitaria ”Bianchi-Melacrino-Morelli” per la nomina di dirigente di primo livello presso l’unità operativa di dermatologia dello stesso ospedale al quale partecipava in qualità di candidata proprio Valeria Falcomatà. Secondo gli inquirenti, Naccari, in concorso con la moglie Falcomatà, abusando della sua qualità e dei suoi poteri di assessore della Giunta della Regione Calabria, e quindi di pubblico ufficiale, ed in particolare del potere politico derivante da tale incarico, induceva pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio presso la Giunta della Regione Calabria e presso l’Azienda Ospedaliera Bianchi Melacrino Morelli a dargli indebitamente l’utilità consistente nell’arbitraria facoltà di ingerirsi (in spregio alla normativa che regola le procedure di nomina) nella scelta dei membri della commissione d’esame che avrebbe giudicato il concorso pubblico. Da qui quindi l’accusa per Naccari e per la Falcomatà , di induzione indebita a dare o promettere utilità . Per tale tipologia di concorso la legge prevede che sia nominata una commissione composta da tre membri, uno di nomina regionale, uno di nomina interna -individuato presso l’unità operativa interessata dell’assunzione- ed uno estratto per sorteggio. Stando alle carte dell’inchiesta Naccari avrebbe indotto Andrea Guerzoni,direttore generale, e Silvana Falvo, dirigente del servizio, a nominare come commissario di designazione regionale Giancarlo Valenti e si sarebbe fatto promettere da quest’ultimo la vittoria della moglie. Per Valenti però attualmente sono ancora in corso le indagini da parte della Procura reggina. Ma anche per la nomina degli altri due membri della commissione Naccari avrebbe esercitato pressioni ed in particole avrebbe indotto Domenico Mannino e Paolo Vazzana,dirigenti presso l’azienda sanitaria, a sensibilizzare in favore della Falcomatà il membro di nomina interna all’Azienda ospedaliera, individuato nella persona di Giuseppe Foti ed inoltre avrebbe indotto i due dirigenti a falsare la procedura di sorteggio per la nomina del terzo membro della terna commissariale in modo che la scelta ricadesse sulla persona di Vincenzo Schirripa. Per quest’ultima circostanza Naccari, insieme a Mannino, Vazzana, Postorino, Crisalli e Caserta sono accusati di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Antonio Bunura invece,è l’unico accusato di favoreggiamento personale perchè avrebbe taciuto alla polizia giudiziaria informazioni in suo possesso in merito alla nomina di Valenti. I fatti risalgano al novembre del 2009 e a fornire un contributo importante è stata la denuncia di Maria Carmela Arcidiaco, l’allora direttore facente funzioni dell’unità di dermatologia, rappresentata dall’avvocato Francesco Albanese, che agli inquirenti avrebbe svelato le presunte irregolarità nel concorso dei ”Riuniti”.






