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Messina, favismo: vietata coltivazione nei pressi scuola media ‘Ettore Castronovo’

4 Novembre 2014
in CITTA, Messina
Tempo di lettura: 1 minuti
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Divieto di Coltivazione di fave e piselli

Gli agenti della Polizia municipale e gli organi di vigilanza dell’Azienda Sanitaria Provinciale  sono stati incaricati del controllo e dell’esecuzione dell’ordinanza del sindaco, Renato Accorinti, che vieta la coltivazione di fave e piselli per un raggio di 300 metri in linea d’aria e la vendita in forma sfusa per un raggio di 150 metri dal plesso scolastico Ettore Castronovo, del 13° Istituto comprensivo “Albino Luciani” Gazzi Fucile, per un caso di favismo. E’ inoltre prevista l’estirpazione e la distruzione delle piantagioni di leguminose già sviluppate eventualmente presenti. E’ stato inoltre disposto il divieto assoluto di introduzione in ambito scolastico dei legumi anche crudi, unitamente all’eliminazione di fave e piselli dal menù servito alla scuola, qualora ne ricorra il caso. La vendita di leguminose fresche, preconfezionate in sacchetti sigillati, nel raggio di 150 metri dalla scuola, può essere effettuata solo a condizione che nell’esercizio commerciale, anche ambulante, sia esposto, bene in vista, un cartello che segnali al cittadino a rischio di crisi emolitica da favismo la presenza nel locale di leguminose fresche. Nei confronti dei contravventori è prevista la denuncia all’Autorità giudiziaria (art. 650 del Codice Penale). Con la stessa ordinanza è stato inoltre revocato il divieto assoluto di coltivazione di leguminose nelle adiacenze della scuola primaria di via Primo Molino, a Bordonaro. Si ricorda che in tutti gli esercizi cittadini, che commercializzano fave e piselli freschi, è obbligatorio apporre bene in vista ed all’ingresso idonei cartelli che riportino in modo visibile, chiaro e leggibile, la dicitura “Attenzione zona rischio di crisi emolitica da favismo, derivante dalla vendita di leguminose fresche (fave e piselli) sfuse”, come previsto dal provvedimento sindacale n. 59 del 23 marzo 2012.

Tags: coltivazionedivietofavismo
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