Il nuovo Consiglio comunale che viene fuori dalla tornata delle amministrative reggine parla quasi esclusivamente al maschile. Poche, pochissime, le donne elette. Le signore a sedere tra i banchi della prossima consiliatura comunale saranno solamente due: la democratica Nancy Iachino e la forzista Mary Caracciolo. E questo nonostante a Reggio Calabria si sia votato per la prima volta con la norma della doppia preferenza di genere, che ha provocato, tra le altre cose, non pochi grattacapi ai presidenti di seggio, impegnati nell’impresa di decifrare le volontà di elettori sbadati e molto spesso male informati.
Ottime affermazioni si sono registrate però tra le donne candidate nelle diverse formazioni politiche. Spulciando tra i dati elettorali si notano ad esempio le buone performances delle candidate Paola Maria Serranò, che non rientra di un soffio tra gli eletti del Pd, di Manuela Chindemi, non eletta di poco nella lista La Svolta, di Giuggi Palmenta, quinta nella lista Reset e di Monica Falcomatà, prima dei non eletti in Forza Italia.
Un patrimonio político che certamente non andrà disperso, considerando anche la possibilità per alcune delle candidate non elette di subentrare in Consiglio nel corso del mandato, o comunque di essere coinvolta nelle attività della macchina amministrativa.





