di Renato Cucinotta – A pochi minuti dal concerto di Toto Cutugno, che si è tenuto ieri a Minsk, l’artista, considerato una vera Star per i Bielorussi, al pari di Elton John e Lenny Kravitz che lo seguiranno a breve nel suo camerino risponde ad alcune nostre domande.
Ci eravamo incontrati due anni fa Minsk, hai trovato cambiamenti in città?
Si! Molti nuovi palazzi! E nuovi hotels… e nuovi ristoranti. Ho visto una città molto dinamica. Una bella capitale europea.
E’ emozionante parlarti appena dieci minuti prima del tuo concerto. Cosa rappresenta “il camerino” per te?
Non è solo una stanza dove mi vesto. È qualcosa di più. È la stanza dei miei pensieri prima di incontrare migliaia di persone che sono nell’attesa di sentire musica, emozioni e amore. È la stanza dove si rinnova la mia emozione prima di ogni inizio. È la stanza dei ultimi momenti da singola persona che sul palcoscenico si frazionerà nei cuori delproprio pubblico.
Ti ringrazio molto per il privilegio di farmi condividere questa atmosfera con te. Ti confesso che le tue canzoni mi piacciono di più da quando ti ho conosciuto come persona. Mi stupisce la tua calma interioreche avverto mentre parli, sei sempre stato così?
In verità da giovane ero abbastanza incazzoso. Poi con l’età si matura. Ho capito che rispettare gli altri è molto importante e io ho grande rispetto per ogni persona. Non importa il suo status sociale.
Lo so. Dopo il tuo ultimo concerto, o parlato con un ragazzo dello staff tecnico che mi ha raccontato di un guasto che ritardava il concerto. Tutti erano preoccupatissimi che tu ‘sclerassi’. C’è lo stereotipo che I divi si innervosiscono facilmente e loro sono rimasti stupiti del tuo “Non preoccupatevi, fate con calma”.
Renato,sette anni fa, ho affrontato un tumore maligno.Dopo questa provante esperienza, ho capito quali sono i veri problemi. Sono divenuto più saggio.
Che dici del futuro?
E’ pronto un nuovo album.
Lo so già, dimmi qualcosa che non so!
(Sorride) Va bene! Va bene. Sto pensando di presentare il mio nuovo CD qui a Minsk.
Li renderai felici e orgogliosi.
Aspetta…sto per dirti qualcosa di veramente nuovo che ho fatto:ho scritto il mio primo libro!
Un romanzo?
Si! Sulle “Ali della Speranza” racconta di un bambino gravemente ammalato e dell’amore di un uomo ed alla fine…
Non svelarci la trama. Compreremo il tuo libro e ci godremo la storia. A proposito, sarà tradotto anche in Russo?
Certo. Inoltre sarà usato come sceneggiatura di una fiction.
Quale domanda avresti volute ti fosse rivolta, ma che gli altri giornalisti non ti hanno fatto?
Nessuno mi ha mai chiesto: “Quando pensi di ritirarti dalle scene?”
Quando pensi di ritirarti dalle scene?
Mai! Mi piacerebbe lasciare questo mondo sul palco mentre canto una canzone.
Allora ci auguriamo di godere della tua voce per tanto tanto tempo ancora. Comunque, quando accadrà, fra cent’anni, resisti almeno fino alla fine della canzone.
Ridiamo un po’, ma l’orologio gli ricorda che è tempo di vestirsie andare in scena.
Ancora una cosa. Avevi promesso ai miei lettori che avresti provato la cucina bielorussa, ma ancora una volta non c’è stato il tempo.
Ho provato quella zuppa rossa, il Borcht.
Il Borcht è più ucraino!
Manterrò la parola, la prossima volta, troverò il tempo per assaggiare i piatti della tradizione locale.
Questo vuol dire che tornerai in Bielorussia.
Dopo l’intervista, tre ore di melodia pura, non solo mentre cantava, ma anche quando si rivolgeva al pubblico, parlandogli cuore a cuore, come fossero suoi vecchi amici. Raccontando della sua la famiglia, i suoi figli, la sua mamma e, senza alcuna timidezza, del suo problema di salute, raccomandando agli uomini sopra i quaranta di fare i controlli preventivi alla prostata. Questo è Toto Cutugno: un grande Uomo, un grandeArtista, un grande Italiano Vero.
Mentre ero in teatro pensavo alla nostra bistrattata Calabria ed agli altrettanto bistrattati calabresi. Mi rendevo conto però che il manager esclusivo di Cutugno è un calabrese. Danilo Mancuso, figlio di uno storico di agente teatrale, che da Lamezia ha conquistato il mondo dello show business. E calabrese è la ragazza che duetta con Cutugno. Cecilia Cesario, ragazza dalle eccezionale modulazione vocale, dopo un paio di canzoni ha raccolto un’ovazione dal pubblico est-europeo. E calabrese è, immodestamente, lo scrivente al quale Cutugno ha concesso un esclusiva intervista pochi minuti prima del suo indimenticabile concerto. Mentre ero in teatro pensavo alla misconosciuta, bistrattata, povera Calabria. Sentendola nominare in uno strapieno teatro del nord Europa, pensavo che dopotutto è bello essere calabresi.
Special thanks to: Danilo Mancuso, manager esclusivo di Toto Cutugno eAndrey Shpit, organizzatore del concerto,al suo efficiente staff di allstars.by






