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Isola Capo Rizzuto (KR): inaugurato il Poliambulatorio della Misericordia con il convegno “Curare e prendersi cura”.

28 Aprile 2013
in Crotone
Tempo di lettura: 3 minuti
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krinaugurazionepoliambulatorio

“La nascita del Poliambulatorio della Misericordia, è il primo esempio in tutto il meridione, di struttura sanitaria gestita dal terzo settore, oltre i confini della Toscana”. Questo uno stralcio

dell’intervento del consulente della progettazione della Misericordia, Fabio Lenzi, che in occasione dell’inaugurazione del Poliambulatorio della Misericordia (una struttura disposta su tre livelli, attiva a partire già dai prossimi mesi con l’erogazione di alcuni servizi rivolti alla salute e un team di medici e terapisti di elevata professionalità), ha preso parte al convegno dal titolo “Curare e prendersi cura” svoltosi presso la sala del consiglio comunale a Isola Capo Rizzuto. “Una struttura importantissima – ha ribadito Rocco Nostro, direttore generale dell’Asp di Corone – che va ad aggiungersi al già collaudato servizio di emergenza sanitaria 118 che negli ultimi anni ha salvato 14 vite umane, grazie al supporto del defibrillatore semi automatico in uso agli operatori di Misericordia di Isola”.  Un settore, quello della sanità, che da molti anni interessa l’operato della confraternita di Isola, che risponde ad una delle opere corporali della Misericordia “visitare gli infermi”. “Ero malato e siete venuti a curarmi – ha commentato don Edoardo Scordio -. Quando noi Rosminiani siamo arrivati a Isola c’erano tantissimi problemi da risolvere: dai tanti malati di anemia mediterranea alla presenza di alcuni diversamente abili che non avevano vita sociale, i tanti anziani desiderosi di rendersi utili e tantissima gente malata che aveva bisogno di aiuto e supporto”. “Per questo motivo – ha continuato il parroco – abbiamo dato vita al gruppo donatori di sangue Fratres, al Centro “Matteo, 25”, al centro anziani, al gruppo fratelli e sorelle dei malati, al servizio emergenza sanitaria 118 e infine al Poliambulatorio che in ordine di tempo- ha concluso don Edoardo – è l’ultima opera nata per dare risposte in tempi brevi alla popolazione, che non sarà costretta a spostarsi per risolvere alcune problematiche di salute, mettendo in pratica il concetto di sussidiarietà orizzontale”. “La spinta alla sussidiarietà, inclusa quella orizzontale, relativa cioè alla valorizzazione delle risorse individuali e sociali – ha aggiunto Lenzi – in particolare delle formazioni intermedie, ha svolto storicamente un ruolo decisivo nello sviluppo economico, sociale e culturale del nostro Paese, a partire dalle esperienze delle Confraternite (XIII sec.) e dei Monti di Pietà (XIV sec.) in Toscana o degli Ospedali milanesi (XIII sec.)”. A sottolineare l’importanza della ricaduta etica della struttura, è intervenuta Ines Crispini, ordinario di filosofia morale presso l’Università della Calabria, la quale si è soffermata sul concetto di cura declinandolo nei termini di una rapporto fra individui basato sulla relazionalità: “Il termine inglese “I care”, rimanda ad una molteplicità di significati: dalla “cura” come preoccupazione e sollecitudine verso l’altro alla “care” come prendersi cura dell’altro”. “Ognuna di queste possibili traduzioni – ha spiegato la docente dell’Unical – descrive aspetti diversi della cura e rinvia ad una relazione di minore o maggiore prossimità fisica con l’altro: dalla disposizione mentale all’attenzione verso l’altro fino alle concrete attività del prestare cura”. Ha parlato di “mission” solidale, Giovanni Mottini, responsabile dei progetti di cooperazione internazionale presso il Campus biomedico di Roma, con il quale da alcuni mesi la Misericordia collabora per la gestione dei servizi sanitari all’interno del Centro d’accoglienza S.Anna: “Vogliamo stare in mezzo alla gente – ha detto Mottini – per promuovere azioni di spiritualità, mettendo la nostra professionalità al servizio degli altri”. A concludere gli interventi, moderati in maniera partecipata dalla giornalista Francesca Caiazzo, dopo i ringraziamenti del governatore Leonardo Sacco, il Vicepresidente della Regione Calabria Antonella Stasi che plaudendo all’iniziativa ha sottolineato per la sanità pubblica, l’esigenza di integrarsi con il privato. A conclusione del convegno, lo scoprimento dell’insegna del Poliambulatorio, la benedizione impartita da don Edoardo Scordio e il taglio del nastro, hanno coinvolto tutta la popolazione, che ha visitato la struttura.

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