La Presidenza provinciale delle Acli, riunitasi nella sede di via Possidonea, ha approvato il seguente documento sulla imminente competizione elettorale per l’elezione del Sindaco ed il rinnovo del Consiglio Comunale.
La fine del lungo periodo di commissariamento che ha certificato la grave crisi di identità della città e del suo lento logoramento e la ripresa delle attività politiche per il rilancio della democrazia partecipata e della responsabilità delle forze politiche in campo debbono concentrarsi su una coraggiosa analisi delle ragioni politiche che hanno aggravato i fattori strutturali di questo momento di difficoltà e indicare concrete prospettive progettuali tutte volte alla rinascita civile della comunità cittadina.
Le Acli hanno già ribadito, in occasione della recente visita alla sede provinciale del Pastore della Diocesi Mons. Giuseppe Fiorini Morosini e in condivisione col suo alto messaggio civile contenuto nella “lettera alla Città”, l’urgenza che le forze politiche in competizione privilegiassero, nella proposta di servizio alla città, l’individuazione e l’indicazione di persone con alto profilo etico e morale e con dichiarata e riconosciuta passione politica, accompagnata dalla competenza e dall’amore nei confronti della città e del bene comune.
Le Acli ritengono, infatti, che progettualità politico-amministrativa capace di partire dai problemi e dalle risorse disponibili nel territorio; alto profilo morale della rappresentanza amministrativa votata al bene della collettività e non all’interesse personale; profonda conoscenza dei meccanismi amministrativi da mettere a servizio dell’efficienza e dell’efficacia dei provvedimenti a sostegno dello sviluppo, sono tra di loro interdipendenti e rappresentano la premessa fondamentale e credibile della proposta di risveglio e di rinascita della città.
Le Acli esprimono anche preoccupazione per il rischio, non infondato, di una polverizzazione delle liste che, se da una parte indicano la volontà di partecipazione e di cambiamento, dall’altra denunciano l’atavica prassi quasi tribale e da circolo chiuso di affrontare i problemi della città.
Tale considerazione di forte perplessità è confortata dal fatto che le questioni di fondo della città sono sotto gli occhi di tutti ed è impensabile constatare che non si trovi il minimo comune sentire ed operare significative convergenze per dare certezze alla loro soluzione con la responsabilità di tutti.
Questo non significa, a parere delle Acli, provocare inutili e pericolose ammucchiate, che sono a fondamento della mala pianta del più becero trasformismo inconcludente e di interesse privato e personale e neppure una generica disponibilità a volersi bene, espressione di basso qualunquismo, ma , piuttosto, bisogna sollecitare l’apertura di un confronto aperto sul quale misurare e verificare la compatibilità delle enunciazioni di principio e programmatiche con gli strumenti da utilizzare per dare concretezza, visibilità e soluzione condivisa ai problemi essenziali.
Le Acli infine riconfermano la loro disponibilità ad agevolare processi attivi di dialogo e confronto perché le diverse e doverose scelte di campo tra progresso e conservazione non impediscano la comune ricerca di attivare una pratica amministrativa, progettuale e gestionale trasparente e capace di affrontare i temi veri della città, individuabili nella infrastrutturazione dei servizi primari, nell’assicurazione dell’assistenza soprattutto ai più deboli ed emarginati, nel potenziamento delle scuole materne e nella messa in sicurezza degli edifici scolastici, in un riscontro visibile che le tasse comunali per i cosiddetti “servizi indivisibili” siano destinate per restituire la città alla normalità e alla sua dignità di città metropolitana. In questa direzione il nuovo Sindaco dovrà lavorare intensamente perché il processo di attivazione per la costruzione della città metropolitana inauguri un modo nuovo di amministrare e di progettare lo sviluppo del territorio, a partire dalla centralità delle aree periferiche e dal recupero della cultura antica di un nuovo umanesimo fondato sulla reciprocità, sulla legalità e sulla valorizzazione di tutte le componenti attive della società civile.
Le Acli auspicano che il dibattito, la competizione e le proposte respingano la tentazione del litigio strumentale fino a se stesso, unico modo per non affrontare i problemi reali e denunciare ancora una volta l’incapacità di una classe dirigente estranea alla vita vera della città e tutta arroccata sulla logica e la prassi dell’inconcludenza e del piccolo interesse personale.




