La segreteria dell’Associazione Culturale “Pietre di scarto” comunica che mercoledì 25 e giovedì 26 sarà a Reggio la scrittrice Antonia Arslan nell’ambito del Progetto, “Nei boschi narrativi: scrittori e lettori a confronto”, percorso di letture e approfondimenti, ideato dall’Associazione Culturale “Pietre di scarto” ed offerto a studenti, educatori, docenti, animatori di gruppi.
La Scrittrice italiana, ma di origini armene, infaticabile ricercatrice e narratrice dei fatti collegati allo sterminio del popolo armeno e alla resistenza eroica delle donne che hanno salvato, oltre a se stesse, anche i propri figli e la propria cultura, è già venuta a Reggio nel mese di aprile 2012, per tenere la relazione conclusiva del convegno di Pietre di scarto, “Una donna un libro: presenza femminili nella letteratura” e dialogare con gli studenti di diverse scuole reggine che si erano preparati nei mesi precedenti leggendo i suoi libri sotto la guida del critico letterario Stas’ Gawronski.
Antonia Arslan arriverà nel pomeriggio di mercoledì 24 e avrà il tempo per una visita al Museo ed un giro in Città. Giovedì 25 alle ore 10 incontrerà gli studenti del Liceo Scientifico “A. Volta”, e alle ore 16.30, presso la Villetta De Nava, parteciperà ad un laboratorio di lettura con i soci di Pietre di scarto e con quanti desiderano condividere con altri l’interesse alla lettura e alla letteratura. Sarà un laboratorio diverso da quelli abitualmente proposti da Pietre di scarto, con un tema specifico, le opere di Antonia Arslan: chi vorrà partecipare dovrà semplicemente leggere un breve passo da uno dei suoi libri, dire perché lo ha scelto e porle una domanda. La finalità che ci si propone è quella di mettere in primo piano la Scrittrice e i suoi libri ed offrirle l’opportunità di dialogare su argomenti che le stanno a cuore.
Alle ore 20 al Malavenda Cafè la accoglieranno amici ed estimatori e i giornalisti che vorranno intervenire anche per un’intervista collettiva.
Venerdì 26 alle ore 10 al Liceo Scientifico “L. da Vinci” sarà la volta degli studenti che aspettavano la Scrittrice già a febbraio scorso, quando l’incontro ha dovuto essere rimandato per motivi di forza maggiore.
Gli organizzatori ricordano che il Progetto è nato nel contesto del Convegno Nazionale sulla letteratura, edizione 2013, “Nei Boschi narrativi alla ricerca del lupo”, come risposta all’esigenza espressa da studenti e docenti di continuare gli incontri con gli scrittori, ai quali è dedicato un tempo preciso nei convegni organizzati da Pietre di Scarto.
Il Percorso prevede, con cadenza mensile, otto giornate dedicate all’incontro con gli Scrittori: a questo con Antonia Arslan seguirà alla fine di ottobre l’incontro con lo scrittore Nicola Bultrini, esperto della prima guerra mondiale, e, a fine novembre, quello conclusivo con Eraldo Affinati del quale proprio in questi giorni la Mondadori ha pubblicato un nuovo libro, Vita da vita.
In occasione dell’incontro conclusivo, sarà rilasciato a coloro che lo richiederanno, avendo seguito l’intero Percorso, un attestato di frequenza a firma dei Presidenti del CIDI e dell’Associazione Culturale Pietre di scarto.
Il CIDI è partner del Progetto che è inserito nel programma di iniziative dell’Ente autorizzato all’aggiornamento e alla formazione del personale della scuola. Si sono impegnati a collaborare per la realizzazione del programma il Centro Studi “P. Giorgio Lanaro”, l’associazione “Maestri di speranza” e le scuole presso le quali gli scrittori incontrano gli studenti: Convitto Nazionale “T. Campanella”, Istituto “San Vincenzo De’ Paoli”, Liceo Scientifico “L. Da Vinci”, Liceo Scientifico “A. Volta”.
Antonia Arslan è una scrittrice e saggista italiana di origine armena. Laureata in archeologia, è stata professore di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova. È autrice di saggi pionieristici sulla narrativa popolare e d’appendice (Dame, droga e galline. Il romanzo popolare italiano fra Ottocento e Novecento) e sulla “galassia sommersa” delle scrittrici italiane (Dame, galline e regine. La scrittura femminile italiana fra ‘800 e ‘900).
Attraverso l’opera del grande poeta Daniel Varujan — del quale ha tradotto (con Chiara Haiganush Megighian e Alfred Hemmat Siraky) le raccolte II Canto del Pane e Mari di grano — ha riscoperto la sua profonda e inespressa identità armena.
Ha curato un libretto divulgativo sul genocidio (Metz Yeghèrn. Il genocidio degli Armeni, di Claude Mutafian) e una raccolta di testimonianze di sopravvissuti rifugiatisi in Italia (Hushèr. La memoria. Voci italiane di sopravvissuti armeni).
Nel 2004 ha scritto il suo primo romanzo, La masseria delle allodole (Rizzoli), perché non ho potuto farne a meno, ha affermato. Quei personaggi, quelle persone dal destino incompiuto, erano lì e mi hanno chiamata. Hanno voluto essere ascoltati. Con questo romanzo da cui i fratelli Taviani hanno tratto il film omonimo nel 2007, ha vinto il Premio Stresa di narrativa e il Premio Campiello.
La strada di Smirne (Rizzoli), continuazione del racconto del genocidio armeno, è del 2009. Nel 2010, dopo una drammatica esperienza di malattia e coma, ha scritto Ishtar 2. Cronache dal mio risveglio (Rizzoli) e sempre nel 2010, la raccolta di racconti brevi Il cortile dei girasoli parlanti, edito da Piemme.
Nel 2012 è tornata al tema del genocidio armeno con Il libro di Mush (Skira) in cui racconta l’impresa eroica di due donne per salvare un prezioso volume dalla furia delle devastazioni. Una vicenda di luminoso significato universale in grado di far comprendere come le persone ed i popoli che rinunciano alla loro identità siano condannati a soccombere; mentre coloro i quali ne conservano la Memoria -quella autentica, condivisa- vivranno per sempre, nonostante le sofferenze e i lutti. Il Libro Salvato è un simbolo di valore incalcolabile.
Nel 2013 ancora con Piemme, ha pubblicato Il calendario dell’avvento, in cui l’attesa è vissuta come movimento, creazione, passione. Non un atto passivo, ma un momento in cui si agisce per ottenere ciò che si vuole.




