”La Giunta calabrese può e deve intervenire”. In queste parole si riassume il parere del costituzionalista chiamato in causa dall’esecutivo regionale per dirimere la questione delle nomine sulla sanità calabrese.
Dopo aver chiesto ed ottenuto il parere del noto costituzionalista ed editorialista del Corriere della Sera, pur in presenza di un parere contrario dell’Avvocatura dello Stato e di un ammonimento del Governo Nazionale, la Giunta ha deciso di procedere, due giorni fa, a definire le nomine per le strutture territoriali della sanità calabrese.
Di seguito pubblichiamo lo stralcio più significativo del parere inoltrato dal Professor Ainis su richiesta della Giunta.
”La Giunta calabrese può e deve intervenire. Come? Stando al tenore letterale dell’art. 3-bis, poc’anzi richiamato, anche provvedendo alla nomina dei nuovi Direttori generali. Tale disposizione si riferisce infatti testualmente al «Direttore generale», non al vertice dell’Azienda sanitaria; ed è l’assenza di un Direttore generale – protratta per oltre 60 giorni – che legittima l’intervento sostitutivo dello Stato. Non v’è alcun dubbio, inoltre, che l’insediamento dei nuovi Direttori generali procurerebbe la massima stabilità alle Aziende sanitarie calabresi, che ormai da tempo ne sono rimaste orfane, restituendo loro la possibilità di programmare strategie e linee di condotta”.
”Una più robusta serie di ragioni – prosegue il parer del costituzionalista – spinge verso una diversa soluzione. L’esigenza di non sposare scelte troppo drastiche, troppo radicali; dopotutto, giurisprudenza fa rima con prudenza. L’esigenza di privilegiare un criterio duttile, elastico, così come è elastica la stessa categoria dell’ordinaria amministrazione. L’esigenza di circoscrivere il potere discrezionale esercitato dalla Giunta regionale calabrese in prorogatio. L’esigenza di salvaguardare il potere discrezionale della nuova Giunta, quando verrà eletta. L’esigenza, in breve, d’adottare una via mediana fra principi configgenti, e dunque ragionevole, anche in termini quantitativi, anche rispetto alla durata dell’incarico conferito ai nuovi responsabili delle strutture sanitarie: la ragionevolezza, come è stato felicemente osservato (A. BALDASSARRE, Intervento, in AA.VV., La Corte costituzionale tra norma giuridica e realtà sociale, a cura di N. Occhiocupo, Padova 1984, pag. 128), è figlia della «ragione empirica». ”
”Per questa somma di motivi – conclude – la soluzione che in questa sede si ritiene preferibile consiste nella nomina, da parte della Giunta regionale in regime di prorogatio, di Commissari straordinari, per gestire le Aziende sanitarie calabresi finché la nuova Giunta non provveda a nominare al loro posto altrettanti Direttori generali”.






