di Stefano Perri –
La Soprintendente Eichberg risponde sulle modalità di conservazione del basolato estratto dal Corso Garibaldi.
”Probabilmente c’è bisogno di una maggiore cura nell’accatastamento. Sinceramente non saprei dirle in che modo sono state accatastate. Sono state scaricate non so nemmeno con quale violenza. Ma siamo stati al deposito lunedì scorso, si trova all’interno di un’area recintata e lucchettata, quindi non credo ci sia rischio di trafugamento. Certamente sono sottoposte alle intemperie ma che le devo dire? Non penso che ci siano problemi. Sono lastre che stavano comunque alle intemperie, lastre di pavimentazione. Più o meno accatastate”.
A parlare è la Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Reggio Calabria e Vibo Valentia Margherita Eichberg. Intervistata da Strill.it in merito alle modalità di conservazione del basolato estratto dal sito del Corso Garibaldi, nell’ambito dei lavori per la ripavimentazione della strada più centrale della città, non si dimostra particolarmente preoccupata sulla sorte dei reperti accatastati nell’area adiacente al Viale Aldo Moro. Ma le immagini parlano chiaro: oltre alle intemperie il rischio di furto appare concreto, anche perchè l’area, seppure recintata come sostiene la Soprintendenza, appare facilmente accessibile da ogni lato.
”Questo materiale è stato rimosso con il criterio di utilizzarne solo la parte migliore – spiega la Soprintendente – per cui già a monte da parte di chi ha eseguito questo lavoro c’era la volontà di conservarne solo una parte. Per cui rientrava tra i rischi accettati quello di subire qualche trauma nel trasporto e nell’accatastamento, perché se ne prevedeva il riutilizzo e la rilavorazione. Per cui la pietra scheggiata poteva essere rilavorata”.
”Certamente – precisa – il criterio è proprio quello di portarlo via senza farlo in mille pezzi. Sicuramente è stato fatto un primo passo per la conservazione del materiale”. E parlando di eventuali danni procurati nel trasporto: ”Sinceramente non credo si possa pensare ai danni fatti sbeccando le basale in un lavoro del genere dove siamo tutto sommato addivenuti ad un accordo raggiunto in corso d’opera. Non farei la guerra su questo aspetto. Si possono rilavorare tutte quante, tranne quelle che erano malmesse già da prima”.
In ogni caso, come precisa la stessa Soprintendente Eichberg, se danno c’è stato deriva da una procedura che è stata interrotta proprio in seguito al tavolo tecnico richiesto al Comune per il cambio in corsa e la relativa variante progettuale. ”Da ora in avanti – spiega – le pietre non verranno proprio tolte. Semmai quelle tolte andranno reintegrate. E se si dovrà intervenire verrà fatto su quelle che presentano una superficie da rilavorare. Il problema comunque – conclude – si presenta solo per quelle estratte fino ad oggi”. La variante richiesta dalla Soprintendenza prevede infatti che il basolato presente sul corso non sia estratto, ma riportato alla luce e restaurato sul posto.





