“La Regione Calabria ottemperi a quanto previsto dalla normativa regionale e sottoscriva subito la convenzione per il trasferimento delle funzioni dell’Ardis all’ateneo di Catanzaro. Ulteriori rinvii e tentennamenti amplificherebbero ancor di più le precarietà delle funzioni dell’ente, nonché metterebbe a serio rischio il sacrosanto diritto allo studio previsto dalla costituzione”. È quanto affermano Eugenio Garofalo e Giuseppe Mazza, rispettivamente componenti del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.
L’assunzione della gestione delle attività istituzionali dell’ARDIS da parte dell’ateneo catanzarese assicura sul piano della professionalità e delle competenze, utili per il rilancio e lo sviluppo delle finalità connesse al diritto allo studio.
Sarebbe contraddittorio se si procedesse alla nomina di un direttore generale in presenza di un ente che vive da anni la fase del commissariamento gestionale, avvenuto in seguito allo scioglimento del consiglio di amministrazione risalente al 2005.
La situazione di stallo in cui versa da tempo l’ARDIS ha provocato e provoca viva inquietudine nel mondo studentesco, deluso per le mancate risposte che l’Agenzia avrebbe dovuto fornire ma che, per una serie di vicissitudini, non ha fornito, deludendo le aspettative sul diritto allo studio e sulle necessità manifestate dagli studenti. Tale insofferenza si manifesta nelle estreme richieste avanzate da parte degli studenti di abolire la tassa di 140 euro sul diritto allo studio. È noto che ciò non è possibile poiché tale tassa è resa obbligatoria con legge nazionale.
“L’unica soluzione – continuano i due rappresentanti degli importanti organi collegiali- è concludere urgentemente tutte le procedure previste per addivenire in tempi ristretti al trasferimento delle competenze dall’Ardis all’Ateneo, sia per rispettare quanto previsto dalla datata legge regionale del 2007, ancora di più per evitare che il già provato diritto allo studio subisca ulteriori danni a causa di oscillazioni e indecisioni registrate in questo lungo periodo di commissariamento.
L’ente regione è chiamato ad assolvere i suoi compiti istituzionali disponendo nel più breve tempo possibile la definizione degli atti amministrativi connessi al definitivo passaggio di competenze. Se ciò non dovesse avvenire in tempi brevi – concludono Garofalo e Mazza- saranno intraprese iniziative di proteste in difesa di quei diritti che meritano da parte di tutti maggiore rispetto e maggiore considerazione”.




